Sottosezione P.G.Frassati

presso Presidenza Centrale
Via Rosalino Pilo, 2/Bis
10100 Torino (TO)
gmsottosezionefrassati@giovanemontagna.org



                                                           
Nell'anno 2011 è decollata l`avventura della Sottosezione Pier Giorgio Frassati.   

La Sottosezione è inserita nell`ambito della Presidenza Centrale della Giovane Montagna e intende unire gli appassionati di montagna e Soci distribuiti in Italia che non hanno la possibilità di avvicinare materialmente la nostra Associazione nel proprio territorio.   
  • REGOLAMENTO SOTTOSEZIONE  FRASSATI:   
 https://www.giovanemontagna.org//public/sezioni/
P.G.Frassati/Regolamento_Sottosezione_vers.12.11.2016.pdf

L`esperienza si caratterizza per il suo approccio leggero nel web, sfruttando i collegamenti che la tecnologia informatica oggi mette a disposizione, email e videocall.

Abbiamo preso il via nel segno distintivo dell'avventura della realizzazione dei Sentieri Frassati in Italia.  Ma pensiamo anche alla tradizione dei Santuari montani e dei Sacri Monti nelle Alpi, alle vie di pellegrinaggio storiche quali la Via Francigena e la Via Romea Germanica di Stade, all'universo in crescita dei Cammini che fanno del viaggiar lento uno stile di vita, alle grandi strade di collegamento alpine ed appenniniche (Sempione, Spluga, Moncenisio, Gran S. Bernardo, Passo S. Marco, Via Vandelli, le antiche vie della transumanza....) oltre che al fascino europeo dei Cammini di Santiago o a quello perenne delle polverose strade della Palestina.

Montagna, collina, valli che si fanno cammino e che si uniscono nei nostri pensieri a qualsiasi Alta Via da rifugio a rifugio: itinerari che sempre restano nei nostri cuori e nelle nostre passioni individuali, comunque percorsi a piedi, con gli sci o con le ciaspole.

Saremo tutti noi a scrivere il  cammino della Sottosezione, che si farà solo decidendo di camminare insieme e crescere con l`aiuto del Beato Pier Giorgio Frassati che dalle sue assolute Altezze ci assisterà sicuramente!
Nel 2021 ci apprestiamo a celebrare il decennale della nostra Sottosezione con partecipazione anche numerica dei Soci in continua ascesa dalla Fondazione (2011).

                                          

Per ogni contatto ed informazione via email: gmsottosezionefrassati@giovanemontagna.org


N.B.: L`iscrizione alla Sottosezione Pier Giorgio Frassati, oltre a garantire l`assicurazione infortuni nello svolgimento delle attività sociali, consente di partecipare a tutte le attività della Associazione organizzate dalle Sezioni (ivi compreso l`accesso ai rifugi e bivacchi), nonchè la ricezione della Rivista di Vita Alpina (quadrimestrale) 
 
 
  • Quote Sociali 

(identiche per nuovo socio o rinnovo dell'adesione annuale ):

Socio ordinario: 35,00 
Socio ordinario junior (fino a 35 anni): 20,00 
Socio ordinario senior (oltre 80 anni) - senza assicuraz. infortuni: 28,00 
Socio aggregato (**): 20,00
Socio aggregato junior (sotto i 20 anni ) (**): 15,00
Socio aggregato senior (**) (oltre 80 anni) - senza assicuraz. Infortuni: 13,00

N.B.: La qualifica di Socio Aggregato è limitata ai soli familiari conviventi del Socio Ordinario.

(**) senza invio della rivista sociale trimestrale di Giovane Montagna
 
  1. Modulo di iscrizione : https://www.giovanemontagna.org//public/sezioni/P.G.Frassati/Modulo__iscrizione_2020.pdf
La domanda di Iscrizione all’Associazione e qualsiasi altra comunicazione alla Segreteria della “SottoSezione Pier Giorgio Frassati" dovranno essere inoltrate per Email al seguente indirizzo di posta elettronica :     gmsottosezionefrassati@giovanemontagna.org
 
Contestualmente alla email di adesione alla SottoSezione Frassati, dovrà essere versata la quota  di iscrizione con bonifico alle seguenti coordinate:
Banca Unicredit - IBAN IT 47 U 02008 01439 000101237749
Intestato a: “Sottosezione Pier Giorgio Frassati” – Assoc. Giovane Montagna

 


3 - 4 luglio  Sentiero Frassati delle Marche: Pellegrinaggio notturno sul M.te Catria, dal Monastero di Fonte Avellana a Cagli (PU)
18 - 25 luglio  Soggiorno estivo a VALDAORA - val Pusteria (BZ)  ed ASSEMBLEA SOCIALE ANNUALE

4-5-6 settembre    Trekking all’ Isola di Ischia

3-4 ottobre - Aggiornamento Roccia sul Sassolungo (org. C.C.A.S.A.)
24-25 ottobre - Assemblea Delegati  2020  ad Aosta (org. Sez. Ivrea)

(in grassetto sono riportati gli appuntamenti organizzati direttamente dalla SottoSezione Pier Giorgio Frassati)
     
  • IL BEATO PIER GIORGIO FRASSATI
                      

La vita di Pier Giorgio Frassati (Torino, 1901-1925), gioiosa, ricca di carità e di spiritualità, continua ad affascinare: Giovanni Paolo II lo proclama BEATO  nel 1990 e lo indica ai giovani del nostro tempo come modello da seguire perché seppe vivere in pienezza tutte le beatitudini del Vangelo.
Pier Giorgio ha speso con passione i suoi giorni in Piemonte, tra Torino e Pollone (Biella), e sulle cime piemontesi e valdostane ha potuto esprimere il grande amore per la Montagna.  "Vivere e non Vivacchiare" resta il suo insegnamento condotto in una esistenza piena di instancabile carità verso i poveri.
 
  • Sentieri Frassati, una grande storia in libreria 

Nel novembre 2016 è stato pubblicata la raccolta  "L'Italia dei Sentieri Frassati", edizione a cura del Club Alpino Italiano.

Il volume descrive i 22 itinerari presenti in tutta Italia che il CAI ed altre Associazioni , tra cui la "Giovane Montagna", hanno dedicato al proprio socio Pier Giorgio
Frassati, beatificato nel 1990.

Il libro, composto da 288 pagine contenenti oltre 500 fotografie e curato dal nostro Socio Antonello Sica e da Dante Colli, con cartografia di Albano Marcarini,
presenta i sentieri non solo dal punto di vista escursionistico, dedicando ampio spazio ad approfondimenti umani, storici e naturalistici.

Per ogni itinerario sono ben illustrate anche informazioni pratiche come la località, la durata dell'escursione tra andata e ritorno, il dislivello, il livello di difficoltà, la data di inaugurazione e la mappa cartografica.

Oltre che in Libreria il volume è disponibile anche tramite la Sottosezione (indirizzo email: gmsottosezionefrassati@giovanemontagna.org).
 
 

Il Papa Argentino con antenati Piemontesi e le sue citazioni del Beato Pier Giorgio Frassati   
 

Discorso agli universitari del 30 novembre 2013
L’impegno di camminare nella fede e di comportarvi in maniera coerente col Vangelo vi accompagni in questo tempo di Avvento, per vivere in modo autentico la commemorazione del Natale del Signore. Vi può essere di aiuto la bella testimonianza del beato Pier Giorgio Frassati, il quale diceva – universitario come voi - diceva: «Vivere senza una fede, senza un patrimonio da difendere, senza sostenere in una lotta continua la verità, non è vivere ma vivacchiare. Noi non dobbiamo mai vivacchiare, ma vivere» (Lettera a I.Bonini, 27.II.1925).

Angelus del 6 ottobre 2013
“Tutti conosciamo persone semplici, umili, ma con una fede fortissima, che davvero spostano le montagne!“   

Dall' Osservatore Romano del 23 dicembre 2013
Un inedito di Jorge Mario Bergoglio, scritto in onore del sacerdote salesiano (amico della sua famiglia) Enrique Pozzoli, dal quale ha ricevuto il battesimo il 25 dicembre del 1936.
"La nonna, Rosa Margarita Vasallo de Bergoglio (la donna che ha avuto il maggiore influsso nella mia vita) lavorava nella nascente Azione Cattolica: teneva conferenze dappertutto (sino a poco tempo fa ne avevo una, pubblicata su un volantino, che aveva tenuto a S. Severo di Asti sul tema: "San Giuseppe nella vita della nubile, della vedova e della sposa")». "Sembra - rivela nel testo il futuro Papa Francesco - che mia nonna dicesse cose che non piacevano alla politica di allora".
Siamo nei primi anni del Fascismo e l'azione delle camicie nere è particolarmente pervasiva, tanto che ne fa le spese anche nonna Rosa. "Una volta - racconta Bergoglio nel suo scritto su don Pozzoli - le chiusero la sala dove doveva parlare, e allora lei salì su un tavolo e face un comizio per strada. Conosceva il Beato Pier Giorgio Frassati, e lavorava insieme alla professoressa Prospera Gianasso (che ha avuto grande influenza nell'Azione Cattolica Italiana)".


http://www.synod.va/content/synod2018/it/papa-e-giovani/discorsi-del-papa/il-beato-pier-giorgio-frassati--che-era-un-giovane--diceva-che-b.html

http://www.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2015/june/documents/papa-francesco_20150621_torino-giovani.html

https://www.giovanemontagna.org//public/sezioni/P.G.Frassati/Vivere_non_vivacchiare.pdf
 

"Come in Cielo così in Terra"...

Estratto dall’Omelia del card. José Saraiva Martins durante la cerimonia di intitolazione di una cima del Gran Sasso a Papa Giovanni Paolo II (18.05.2005, S. Pietro della Jenca)

"Levavi oculos ad montes... Alzo gli occhi verso i monti e dico: da dove mi verrà l'aiuto? Il mio aiuto viene dal Signore che ha fatto cielo e terra" (Sal 121, 1-2). Le ispirate espressioni del Salmo, ricche di poesia e di spiritualità, mi paiono le più adatte a dirci lo stretto rapporto che esiste fra la montagna e la ricerca, da parte dell'uomo di sempre, di qualcosa di più grande, che vada oltre se stesso, di trascendente. Nel contempo, tali parole del salmista ci suggeriscono anche l'interpretazione e la comprensione del forte e suggestivo fascino che le vette hanno sempre esercitato nell'animo di Giovanni Paolo II.
La montagna, dunque, prima ancora che un'altura fisica, è un simbolo spirituale.
Quello che a noi interessa è lo sguardo contemplativo di Papa Wojtyla, che, tra l'altro ha cantato la montagna con accenti di sublime poesia, cercando in essa la bellezza e la potenza, i profondi silenzi e le voci arcane. 
In un suo discorso c'è un passaggio che mi colpisce: "Guardando le cime dei monti si ha l'impressione che la terra si proietti verso l'alto, quasi a voler toccare il cielo: in tale slancio l'uomo sente, in qualche modo, interpretata la sua ansia di trascendente e di infinito".
E ancora: " L'uomo contemporaneo che sembra rivolgersi talvolta unicamente alle cose della terra, in una visione materialistica della vita, deve di nuovo saper guardare verso l'alto, verso le vette della grazia e della gloria, per le quali è stato creato e a cui è chiamato dalla bontà e grandezza di Dio" (Discorso dal ghiacciaio del Brenva. Monte Bianco, 8 settembre 1986).
Mi pare che in queste parole di Giovanni Paolo II sia racchiuso il grande messaggio che il Grande Papa polacco ha voluto lasciarci, anche attraverso il suo sconfinato amore alla montagna, in stretto rapporto con l'amore per "il Suo Maestro", di cui ci ha parlato anche nel Testamento.
Come la vetta di un monte costringe sempre ad alzare lo sguardo, ad elevarsi verso l'alto, similmente la vita e l'insegnamento di Giovanni Paolo II, continuano ad essere per noi come un indice puntato verso il cielo, un rinviare alla infinità Maestà e Trascendenza divina di Cristo, rispetto all'orizzonte piatto e mediocre nel quale troppo spesso siamo immersi.
 
Se potessimo accostare uno all'altro, quasi come in una mappa orografica, tutti i nomi noti dei monti della Sacra Scrittura, e di conseguenza collegarli a tutti i loro "patroni" ideali, cioè a quei personaggi biblici che, in qualunque maniera, sono vincolati alle loro cime, avremmo l'occasione di fare un singolare e quanto mai significativo pellegrinaggio, nelle varie fasi della storia della salvezza. E tra tutti sarebbe proprio Gesù di Nazareth a dominare, di lui infatti spesso notano i Vangeli che "saliva sui monti a pregare". Pur non potendo svolgere una tale operazione, anche il solo prospettarla, ci fa vedere come la "mappa" che risulta non sia solo "fisica", ma diventi spirituale, teologica e persino escatologica, cioè pronta a farci balenare altre vette che sconfinano nei cieli dell'eterno e dell'infinito. Proviamo però a richiamare, così, soltanto a volo d'uccello, lo scenario della mappa testé accennata. Vi troveremo Abramo, accompagnato dal figlio Isacco con il suo drammatico pellegrinaggio al monte Moriah. Noè, quando fu su una montagna dell'Ararat dove si posò l'arca. Mosé ed il Sinai. Aronne che morì sulla vetta del monte Hor e molti altri, senza dimenticare i monti dell'amore, nel Cantico dei Cantici. Sappiamo bene inoltre che la vita di Gesù ha spesso come sfondo i monti. Spesso i Vangeli indicano Gesù che "si mette in cammino verso la montagna". Prima di scegliere i 12, è nella solitudine della montagna che passa la notte (Lc 6, 12-13). Dopo la moltiplicazione dei pani, Gesù congedò la folla, "salì sul monte, solo, a pregare e, venuta la sera, se ne stava ancora solo lassù" (Mt 14, 23). C'è persino un discorso, forse il più celebre di Gesù, convenzionalmente detto della montagna (sono i cap. 5-7 di Matteo), la montagna appunto delle beatitudini. François Mauriac, commentando questa magna carta del cristianesimo dice: "Chi non ha mai letto il discorso della montagna, non è in grado di sapere cosa sia il cristianesimo". Per non parlare poi del Tabor, il monte della Trasfigurazione (Lc 9, 28-29), e dell'ultima settimana della vita terrena di Cristo, gran parte della quale si svolse sullo sfondo dello scenario di un monte, quello degli Ulivi. C'è infine un altro monte, fra i tanti che non possiamo citare, un monte pasquale: quello in Galilea, del quale i Vangeli non riportano il nome; su di esso si svolse l'ultima solenne apparizione del Cristo Risorto e glorificato. Alla fine del Vangelo, infatti, Matteo ricorda che "gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato" (Mt 28, 26), e là, su quel monte, si compirà l'epilogo della vita terrena del Risorto.
I richiami biblici ed evangelici fin qui fatti (cfr. G. Ravasi, I monti di Dio, ed. Ancora) ci aiutano a ben fondare la nostra riflessione . Mi piace però premettere ancora un punto, prima di entrare nell'alto e memorabile significato di questa giornata. Si tratta della presenza della montagna nell'iconografia di tutti i secoli, basti citare, per fare un unico esempio la Vergine delle rocce, di Leonardo da Vinci. Il critico d'arte John Ruskin, nella sua vasta opera sulla pittura moderna, osserva che nell'arte "ci fu sempre un'idea della santità connessa alle solitudini rocciose, perché era sempre sulle vette che la divinità si manifestava più intimamente agli uomini ed era sui monti che i santi sempre si ritiravano per la meditazione, per una speciale comunione con Dio".
Come per Elia, che incontrava Dio nella brezza carezzevole e riposante dell'Oreb, come per Mosè, che pregava sul monte per rincuorare il suo popolo in lotta per aprirsi un varco verso la libertà, così per Karol Wojtyla, il rapporto con la montagna è stato quanto mai singolare. Esso risale agli anni della sua giovinezza, quando, appena prete, accompagnava gli studenti universitari sui Tatra, i monti amati della sua patria. Un rapporto mai interrotto, neppure quando tutto sembrava impedirlo, a iniziare dalla salute.

"Ogni volta che ho la possibilità di recarmi in montagna e di contemplare questi paesaggi, ringrazio Dio per la maestosa bellezza del Creato. Lo ringrazio per la sua stessa Bellezza, di cui il cosmo è come un riflesso, capace di affascinare gli uomini e attirarli alla grandezza del Creatore" 
San Giovanni Paolo II

http://www.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1990/documents/hf_jp-ii_hom_19900520_beatificaz-frassati.html
            

                         
 

 

                            
 
 
 
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