Sezione di Pinerolo

Viale della Rimembranza, 65/A
10064 Pinerolo (TO)
pinerolo@giovanemontagna.org





La Sezione pinerolese della GIOVANE MONTAGNA è stata ricostituita nel 1927 ed ha lo scopo di promuovere e favorire la pratica e lo studio della montagna con manifestazioni sia di carattere agonistico, sia culturale. L`Associazione è apolitica e si ispira ai principi cristiani.

DIRETTIVO IN CARICA BIENNIO 2019 - 2020
(Prorogato fino ad Ottobre 2021)


Presidente: Alfonso Gelato
Vice Presidenti:Silvina Gainelli, Marco Tron
Cassiere: Silvina Gainelli
Segretario: Mercurio Malatesta
Responsabile Rivista: Paolo Tamagno
Bacheca: Alfonso Gelato
Biblioteca: Ferruccio Clot
Attrezzatura: Alberto Cesario
Archivio foto: Mirella Bonino
Sito: Mercurio Malatesta
Consiglieri: Imina Bruno, Forneris Marco, Lorenzo Tealdi
Revisori dei conti: Angelo Pagnanelli, Carla Mensa
  • 1° mercoledì di ogni mese si terrà una proiezione o serata culturale.
  • Ultimo giovedì del mese serata di gioco alle carte aperta anche ai simpatizzanti non soci.
Quota sociale 2021 - Soci/e ordinari € 30, soci/e aggrecati/e € 20

Storia della Sezione
Un’interrotta cordata di Presidenti della Sezione di Pinerolo dal 1915.
1915-1916: Don Canavese
1917-1918: Don Asvisio Rinaldo
1927-1928: Pettazzi Pietro
1928-1929: Bona Francesco Giacomo
1929-1930: Tajo Pietro
1930-1931: Tajo Pietro - Talomon Mattalia
1931-1932: Pettazzi Pietro
1932-1933: Bona Francesco Giacomo
1933-1937: Cambursano Nello
1937-1940: Garbolino Umberto
1940-1941: Quaglio Mauro
1942-1945: Non eletti
1945-1949: Borgna Giulio
1949-1950: Tajo Pietro
1950-1954: Borgna Giulio
1954-1958: Bia Luigi
1958-1964: Gurgo Paolo
1964-1966: Allasia Guido
1966-1967: Crespo Silvio - Allasia Guido
1967-1975: Gurgo Paolo
1975-1977: Castellaro Enrico
1978-1980: Bruno Mauro
1981-1983: Galetto Carlo
1984-1984: Sasso Dario
1985-1993: Raballo Gianni
1994-1995: Carminati Paolo
1996-2001: Crespo Silvio
2002-2008: Abbà Alberto:
2009-2014 Tealdi Lorenzo
2015-2016 Cesario Alberto
2017-2018 Tealdi Lorenzo
2019-2021 Gelato Alfonso

Alcune fotografie sono disponibili sul sito http://www.giovanemontagnapinerolo.it
 

80 anni

"Con l'intervento di una folla numerosissima di invitati che gremiva il vasto Salone di Via del Pino,11, ha avuto luogo domenica scorsa, l'annunziata serata per l'inaugurazione ufficiale della ricostituita sezione della "Giovane Montagna", il giovane e già forte e promettente sodalizio in cui si è trasformata di recente l'Associazione Alpinistica Cattolica Pinerolese "La Montagna"...".
Così iniziava l'articolo del periodico pinerolese "L'Eco del Chisone" del 17 dicembre 1927, riferendo della cerimonia per l'inaugurazione della Sezione di Pinerolo, ufficialmente fondata qualche giorno prima, il 13 dicembre 1927. In realtà essa non nasce dal nulla, poiché quasi tutti i membri del primo consiglio direttivo avevano già vissuto un'esperienza giovanile di Giovane Montagna nel periodo 1915-19, e provenivano dalla "Silvio Pellico", fiorente Associazione cattolica pinerolese. Ovviamente la tragedia della prima guerra mondiale impedì la continuità di tale esperienza associativa in quegli anni.
La Giovane Montagna nasce infatti a Torino nel 1914, per opera di dodici Soci fondatori, in un periodo tra i più tormentati della vita politica e sociale del nostro paese, alla vigilia del primo conflitto mondiale. Tra i Soci fondatori spicca la bella figura del beato Pier Giorgio Frassati, che dopo quasi un secolo è ancora particolarmente cara ai membri dell'Associazione. In quell'epoca il CAI ha già cinquant'anni di vita, ma quello che allora la Giovane Montagna viene a proporre è totalmente innovativo rispetto ad una concezione della montagna che sta rapidamente cambiando: l'alpinismo, infatti, da elitario sta diventando popolare, ma rimane pur sempre un esercizio di sana competizione sportiva e di evasione dalla vita quotidiana. A tale visione si viene a contrapporre la concezione di chi, percorrendo gli stessi sentieri e raggiungendo le stesse cime, non si limita agli aspetti tecnici del salire le montagne nelle varie forme possibili (escursionismo, alpinismo, scialpinismo), ma considera anche e soprattutto il lato spirituale della montagna. E, trattandosi di un'Associazione cattolica, non manca la preoccupazione di assicurare ai Soci, nel corso delle gite domenicali, la possibilità di soddisfare il precetto festivo: infatti ben presto i Soci della Giovane Montagna saranno soprannominati, con un po' di ironia, "quelli della Messa nel sacco".
Anche noi come Sezione di Pinerolo crediamo di aver tenuto fede ai principi ispiratori originari della Giovane Montagna, Associazione di ispirazione cristiana anche se aconfessionale e apolitica, pur attraverso i profondi mutamenti storici che hanno caratterizzato questi ottant'anni, anche dal punto di vista della mentalità e dei costumi. Oggi riteniamo che la nostra ispirazione cristiana si possa concretizzare nel modo migliore nell'atteggiamento di apertura, di disponibilità e accoglienza che cerchiamo di assumere nella vita della Sezione nei confronti di ogni persona che viene in contatto con noi, così come è espresso nella "Preghiera dell'Alpinista". Non è ovviamente possibile in questa sede dare conto nei particolari di questi ottant'anni di storia della nostra Sezione, anche perché di essa non fanno parte solo e principalmente i momenti ufficiali, ma anche e a pieno titolo i sentimenti, le aspirazioni, l'impegno, le gioie e le sofferenze, tutto il vissuto di quelle persone che hanno contribuito a creare un pezzo di questa storia all'interno della Sezione: non sarebbe possibile esprimere in parole questa "storia interiore", di cui la storia ufficiale è semplicemente il riflesso esterno.
Desideriamo ricordare la nostra storia non solo per tributarle un omaggio puramente rituale. Non vogliamo nemmeno idealizzarla e mitizzarla, volgendoci indietro con un atteggiamento di rimpianto o nostalgia che sarebbe del tutto sterile (il ricordo dei "bei tempi andati").
Ma vogliamo ricordare il passato perché crediamo che conoscerlo e comprenderlo sia indispensabile a noi, oggi, per chiarire meglio a noi stessi le ragioni e il senso del nostro essere inseriti in questa storia, e per costruirne il futuro. Per questo abbiamo ritenuto interessante inserire in questo numero speciale del Notiziario un curioso verbale del 1917, che ben documenta la vita e lo spirito della Giovane Montagna di allora, e un ricordo giovanile del nostro Socio Bruno Mauro, di cui lo ringraziamo. Quello che ci accomuna ai nostri predecessori non è facile da definire, ma indubbiamente esiste.
Forse non è altro che quella spinta interiore che ci fa vivere l'andare in montagna, insieme agli altri, con la convinzione profonda che ciò possa essere, al di là degli aspetti puramente ricreativi e sportivi, anche un'esperienza spirituale: l'ascensione sui monti come simbolo e come occasione di progresso e crescita interiore, come un innalzarsi al di sopra degli aspetti deteriori e meschini dell'esistenza, nella ricerca di una vita diversa, di qualche cosa di meglio di cui sentiamo una necessità assoluta (e che per chi è credente esiste realmente, anche se lo si può raggiungere pienamente soltanto al di là della vita). Questa esigenza è sempre la stessa, nel 2007 come nel 1914. Allora non è in fondo essenziale se siamo tanti o pochi, se oggi la nostra Associazione non riesce ad attirare tante persone come un tempo, se la Sezione incontra qualche difficoltà di sopravvivenza: finché esisteranno persone, per quanto poche esse siano, che credono in questi valori e si sforzano di viverli insieme, in spirito di amicizia e solidarietà, esisterà la Giovane Montagna.
Sì, con un senso di gratitudine nei confronti di coloro che in tempi lontani hanno dato vita a questa esperienza, e con un senso di responsabilità nei confronti di chi, anche grazie al nostro impegno di oggi, potrà in futuro continuare a viverla, noi continueremo a chiedere la grazia di poter sempre camminare sulle nostre montagne. Felici ottant'anni, cara Giovane! Paolo Tamagno Dedica al più giovane in gara. A volte capita, guardando la libreria di casa, di essere improvvisamente attratti da un titolo "Picchi, colli e ghiacciai" sfogliare le prime pagine e riscoprire una dedica "Al più giovane classificatosi nel rally sci-alpinistico delle sezioni liguri-piemontesi della Giovane Montagna. Anno 1965. E con l`augurio di continuare l`ascesa iniziata con ardore, gioia e cristiana perseveranza per tutta la vita . Il Presidente centrale Luigi Ravelli" 10 aprile 1965.
Già! Allora, con i miei 16 anni, ero il più giovane di quella compagine di ardimentosi che si sfidavano sulle coltri immacolate dei Monti della Luna, per contendersi l`ambito trofeo del Rally intersezionale delle Alpi occidentali della G.M.. Come in un flash-back, mi riaffiora alla mente tutto di quella epica avventura ... la notte insonne in rifugio trascorsa per preparare le strategie di gara da mettere in campo il giorno dopo, i preparativi dell`attrezzatura da portarsi dietro che sembrava sempre troppo pesante! Poi, finalmente la partenza. L`aria gelida che sferzava il volto fino a quando, superato il crinale nevoso, venivamo inondati dal sole ed era magnifico osservare quelle triplette davanti e dietro che arrancavano, accompagnate dal sibilo delle pelli che scivolavano sui cristalli di neve ed il cigolio del cuoio degli scarponi che si inarcavano sui tiranti di acciaio degli attacchi.
Quando, a gara inoltrata, sopraggiungeva la crisi e sembrava di non potercela più fare, arrivava anche l`imprecazione bonaria ("boia faos!") del compagno di gara ma poi, subito dopo, ecco la sua mano che ti prendeva lo zaino per un po`, giusto il tempo di riprendere fiato. Giunti in quota e tolte le pelli con rapidità da fare invidia agli odierni team dei pit-stop di formula uno, ecco finalmente l`occasione di affrontare la discesa su neve vergine, giù nei valloni, alla scoperta della neve farinosa che permetteva belle curve sinusoidali a sci uniti. Voltarsi indietro per vedere le tracce scolpite che soltanto il vento ed il sole potranno cancellare.
... Certo i "pistaioli" queste soddisfazioni non le conoscono! Lo stupore di vedere, tra le tante, una scia tutta dritta che insegue la massima pendenza, chi sarà quel temerario ? Uno dei nostri! il maresciallo degli alpini, istruttore di sci, che si esibiva nella tecnica di discesa a raspa, con i bastoni di bambù in mezzo alle gambe per frenare la discesa. Infine il traguardo, gli abbracci con i compagni di gara ... Beh, più che una gara, una bella gita dove tutti vincono, dove alla fine tutti sono applauditi e dove ... un Presidente illuminato aveva avuto l`intuizione di premiare con un premio speciale non il più forte bensì il più giovane, con un buon libro di letteratura alpina. Ora, dopo 42 anni capisco il vero significato di quella dedica... Nella vita come nella gara si può vincere o perdere ... non ha importanza, ciò che conta è la perseveranza nell'agire e l'arricchimento spirituale che l`andare in montagna a volte ci concede.

Mauro Bruno
 
 
 
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