Rifugi e Bivacchi della Giovane Montagna



Bivacco Carlo Pol


in Valnontey (Cogne - Aosta) (m.3179)


Generalità e descrizione
Il bivacco è situato alla sommità dell'alto ed imponente sperone roccioso, inserito fra le colate meridionale e centrale del ghiacciaio della Tribolazione. Inauguarato nel 1947 è dedicato a Carlo Pol, valente alpinista, responsabile delle pubblicazioni della Giovane Montagna per oltre 10 anni ed uno dei migliori interpreti degli ideali dell'Associazione in piena comunione di fede ed amicizia: scomparso nel settembre del 1944 a seguito di un bombardamento aereo. Proprietà della Sezione di Torino.
E' una costruzione a forma di semibotte in legno rivestita di lamiera con una capacità di 4-6 posti letto ed attrezzata di materassi e coperte. Acqua di fusione sopra il bivacco.
La sua posizione è una delle più spettacolari dell'intera crchia alpina. Dallo sperone ove è ubicato si può godere dello stupendo scenario che si estende dal tormentato ghiacciaio della tribolazione alle cime che si affacciano nell'ampia Valnontey.

Vie di accesso
La salita al bivacco presenta tutte le caratteristiche di una ascensione: il superamento dello sperone è abbastanza complesso e richiede una costante attenzione agli itinerari descritti. Per l'accesso al bivacco sono possibili due percorsi:
- per la Barma des Bouquetins, più diretto (a);
- per i Casolari dell'Herbetet, bivacco Leonessa e ghiacciaio della Tribolazione (b).

a) dall'abitato di Cogne (m 1534 a circa 28 km da Aosta), su agevole carrozzabile si raggiunge la Valnontey sino a superare l'omonima località (m 1666) per posteggiare l'auto, dopo il campeggio estivo.
Imboccata la larga mulattiera, inoltrarsi fra praterie e boschi di larici, ad un vasto pianoro del fondovalle sino a raggiungere i Casolari di Valmiana (m 1729). Dopo circa mezz'ora abbandonare la strada, che si abbassa al livello del torrente, e proseguire sulla mulattiera. In pochi minuti si giunge al punto dove si dirama a sinistra il sentiero per il bivacco Money. Continuando la marcia in piano, sulla sponda sinistra orografica della Valnontey, fra prati e macchie di larici, si guadagna il Ponte dell'Erfaulet (m 1830), ponticello di tronchi che consente il passaggio sulla sponda opposta.
Segue un tratto pianeggiante, poi il sentiero compie due svolte continuando con un lungo mezza costa traversando il rio discendente dal vallone dell'Herbetet, in questo punto coperto da grossi blocchi di una frana. Poche decine di metri ed inizia una serie di corte risvolte fin contro una parete rocciosa: il sentiero, costeggiatala verso sud, raggiunge a minor pendenza il bivio, posto a quota 2040.
Una palina indica la direzione delle due diramazioni: a destra per i Casolari dell'Herbetet e bivacco L.Leonessa, a sinistra per il bivacco Pol (su un masso è segnalato il percorso per il bivacco A. Martinotti).
Continuare sulla mulattiera di sinistra, che ben presto si trasforma in sentiero, verso l'impetuoso torrente scendente dal ghiacciaio della Tribolazione. Poco prima che il sentiero inizi a scendere verso il torrente, si incontra un bivio segnalato con frecce in vernice indicante B.M. (bivacco Martinotti) e B.P. (bivacco Pol).
Si continua a destra per tracce di sentiero, lungo la sponda sinistra del torrente che scarica il ramo settentrionale del ghiacciaio della Tribolazione, traversandolo nel punto più agevole (a volte le difficoltà di guado possono essere notevoli).
Da questo punto portarsi alla base della morena, ben visibile, che scende dalla Barma des Bouquetins e divide il ghiacciaio di Gran Crou dal ghiacciaio della Tribolazione; procedere sulla morena stessa fino al termine obliquando leggermente a sinistra, e raggiungere la Barma des Bouquetins (m 2698, ore 3-3,30 da Valnontey) posta alla base di una piccola bastionata, ove finisce una caratteristica zona erbosa (in passato il luogo era usato dagli alpinisti come ricovero naturale).
Dalla Barma, continuare per una trentina di metri sul pendio detritico-erboso (destra salendo); dopo breve salita il terreno si fa più ripido e con un tratto in obliquo da sinistra a destra, si supera un dosso. Si riprende a salire in direzione del culmine della bastionata per il dosso stesso, il quale si trasforma in un pendio di blocchi rocciosi e proseguendo in un nevaio. Raggiunta quota 2860 circa, portarsi su un marcato cengione obliquo che sale verso sinistra, seguendolo sino all'inizio di una nuova cengia (m 2960 circa ), addossata alla parete (meno evidente della precedente e quasi in piano) di andamento opposto alla grossa cengia obliqua. Da questo punto è possibile raggiungere il bivacco con tre diversi percorsi:
a1) percorrendo verso destra la nuova cengia, superare un tratto malagevole e portarsi ad una piccola comba di blocchi e neve, per la quale si procede sino a raggiungere la conca glaciale, compresa fra lo sperone appena salito ed il culmine della bastionata (cioè lo sperone che sorregge il bivacco, a destra salendo). Traversare la conca glaciale verso destra, per portarsi ai piedi della paretina sottostante il bivacco e superarla con facile arrampicata (rocce instabili).
a2) rappresenta una leggera variante del precedente percorso. Giunti al termine sinistro della conca glaciale, salire direttamente sullo spigolo che muore nella branca meridionale del ghiacciaio della Tribolazione. Aggirare in alto la conca glaciale e, con semicerchio quasi pianeggiante, portarsi sullo sperone di destra ove sorge il bivacco.
a3) dal marcato cengione, nel punto in cui restringendosi si addossa alla parete, proseguire verso sinistra per tracce di sentiero su pendio detritico-erboso fino a quando, in prossimità del ghiacciaio, compare sulla destra un canalino eroboso. Risalirlo completamente fino al colletto. Di qui salire per la cresta, che scompare nella branca meridionale del ghiacciaio, aggirare in alto la conca glaciale e, con semicerchio quasi pianeggiante, portarsi sullo sperone di destra ove sorge il bivacco (ultima parte, comune al precedente percorso).
Gli itinerari descritti sono abbastanza individuabili, per le tracce esistenti di sentiero, presenza di vari ometti e l'indicazione di segnavia in vernice.
In discesa è opportuno seguire attentamente l'itinerario di salita, senza lasciarsi fuorviare da un percorso diretto per le rocce sottostanti il bivacco. La pendenza aumenta in modo considerevole e potrebbe risultare negativo ed alquanto pericoloso spostarsi verso la zona, all'apparenza facile, ma esposta alla caduta di seracchi.
(Dall'abitato di Valnontey: ore 5-6).
Materiale alpinistico utile: corda, qualche cordino, 2-3 moschettoni, picozza e ramponi.

b) Seguire l'itinerario precedente sino al bivio di quota 2040, dal quale si continua per il ramo di destra che, dopo altre svolte, sale in direzione nord al di sopra di alcuni salti, traversa il torrente Herbetet sopra un ponticello (m 2139) e, per ripido pendio erboso raggiunge i Casolari dell'Herbetet (m 2435, casotto del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Da Valnontey ore 2,45).
Proseguire, per circa 45 minuti, la comoda mulattiera fino a quota 2700, dove si stacca sulla sinistra il sentiero per il bivacco Leonessa; percorrerlo sino a traversare il torrente Herbetet e continuare la salita per massi e morene, raggiungendo senza difficoltà il bivacco L.Leonessa (m 2910, ore 4-4,30 da Valnontey. Proprietà della GEAT di Torino: capienza per 6 posti letto e corredato di materassi e coperte. Acqua a 100 metri).
Dal bivacco dirigersi verso sud, scendendo leggermente, per banchi di rocce e ghiaioni sulla morena che, partendo dall'estremità della cresta est dell'Herbetet argina, inizialmente, la lingua terminale del ghiacciaio di Tsasset e dopo quella del ghiacciaio della Tribolazione. Raggiunta la cresta di questa morena, a circa 2800 m, scendere il versante opposto per una ripida costa terrosa, ponendo piede sul ghiacciaio della Tribolazione, sotto l'estrema lingua di quello di Tsasset.
Salire a poca distanza dalla bastionata rocciosa, che regge il ghiacciaio di Tsasset, suprando così la prima e seconda seraccata; spostarsi poi a sinistra sotto una successiva zona di seracchi e proseguire verso sud, all'inizio con ampio semicerchio, piegando ad est poco avanti con percorso pianeggiante, fino a superare un zona abbastanza crepacciata, dalla quale un ripido pendio porta sul labbro inferiore di un vasto pianoro del ghiacciaio.
Continuare verso est, in leggera discesa, raggiungendo in pochi minuti le rocce dello sperone quotato 3183 m dove, qualche metro in basso, sorge il bivacco Pol (ore 6-6,30 da Valnontey).
Anche per questo percorso, alternativo al precedente, opportuno un valido equipaggiamento alpinistico, esperienza e prudenza.

Per la discesa è consigliabile, con buone condizioni di tempo e visibilità, effettuare questa variante che evita il lungo giro dai Casolari dell'Herbetet.
Raggiunta la cresta della morena (a quota 2800) che scende dall'Herbetet, invece di traversare orizzontalmente verso sinistra (nord), scendere direttamente nell'avvallamento alla base della morena e percorrerlo tenendosi sul fondo, senza mai superare il torrente che si presenta in basso, sulla sinistra.
Quando il terreno morenico lascia il posto a dossi erbosi, piegare in obliquo a destra per un piccolo vallone e, per un canale portarsi sul dorso di una breve lingua morenica che termina su balze erbose, sorrette da una bastionata rocciosa.
Piegare, a questo punto, a sinistra per un marcato canalino il quale termina sugli ultimi pendii erbosi, scendere ancora qualche decina di metri e contornare, volgendo a destra, la parte inferiore della bastionata, raggiungendo in questo modo il filo della morena che sovrasta il torrente, originario dal ramo settentrionale del ghiacciaio della Tribolazione.
Proseguire per il filo della morena, che presto termina, fino ad incontrare la traccia di una mulattiera. Scendere verso sinistra e raggiungere in pochi minuti la strada di caccia proveniente dai Casolari dell'Herbetet, poco sopra il bivio per il bivacco Pol.




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