Sezione di Venezia



Relazione morale del Presidente 2019



Considerazioni sull’anno sociale 2018/19 della sezione di Venezia
A tutti buon pomeriggio e grazie per la vostra presenza!
Un richiamo associativo di fronte alla realtà
La realtà ci viene sempre incontro e non possiamo trascurarla. Vale sempre lo sforzo di affrontarla per capire dove andiamo e se siamo sulla via giusta.  Lasciarci cullare dai risultati, seppur positivi, non è sufficiente per uscire da una situazione che mostra delle criticità e che richiede un’idea di futuro dinamica, non statica per allargare la mente e il cuore verso un’adeguata visione di identità, appartenenza e generosità.
Tutto questo per dire che la sezione di Venezia ha bisogno di una “discontinuità” (che non è rottura) per dare un impulso nuovo al futuro e le forze attive che oggi la compongono devono assumersi la responsabilità di realizzare scenari futuri e non aver paura di inevitabili disagi e difficoltà.
Soci e attività
Il trend del numero dei soci è in contrasto con le attività. Il numero dei soci da parecchi anni è in contrazione, questo in gran parte a causa dell’invecchiamento e dello spopolamento di Venezia che sta diventando sempre più “città museo”. Ma si potrebbe far di più. Coloro che apprezzano le nostre attività non sempre sono propensi ad iscriversi e su questi è necessario lavorare sull’accoglienza e amicizia.
Quest’anno le attività preventivate della sezione si sono svolte tutte e con molti partecipanti, con itinerari escursionistici e alpinistici di alto livello, di grande bellezza e di profilo tecnico.  E’ stato apprezzato il calendario invernale con le cinque uscite con le racchette da neve, di cui una al “Chiar di luna” nel Parco Nazionale Senes. Nella stagione primaverile, estiva e autunnale molte sono state le uscite. Da ricordare la ferrata della Memoria “Gola del Vajont”, quelle delle Cascate e della Tomaselli nel Gruppo di Fanes, la salita alla Cima D`Asta nel Gruppo dei Lagorai, la Ferrata Torre di Toblin sulle Dolomiti di Sesto. Molto entusiasmante è stato il Giro del Monviso.
La sezione ha partecipato alla benedizione degli alpinisti e degli attrezzi sull'Appennino modenese, al Rally sci alpinistico e gara con racchette da neve in val Pusteria (val Casies) e al raduno intersezionale alla Maiella.
Ottime sono state le gite culturali, dalle rive del Sile alla città murata di Castelfranco, il trek escursionistico e turistico “Antologia Paesaggistica nel Lazio meridionale”, Formia, Gaeta, Sperlonga, Isola di Ponza, Parco Nazionale del Circeo e Monte Aurunci. Il resto delle attività si enumerano nel calendarietto.
Il dovere di un rischio ragionevole
Che cosa si deve domandare oggi alla sezione e ai suoi componenti? Di avere il coraggio di assumersi il rischio di costruire un futuro associativo, mettendo da parte incertezze e paure, ben sapendo che l’obiettivo della Giovane Montagna è un valore da trasmettere alla future generazioni. Occorre l’azione di persone aperte sinceramente alla realtà intera.  Questo ci fa ben sperare, non si tratta solo di ottimismo, ma della consapevolezza di avere valori e contenuti da concretizzare nell’azione futura.
Tutto dipende da noi
Tutto queste attente valutazioni dovranno essere prese in considerazione dalla presidenza futura per cercare un’uscita realistica e sostenibile per superare quelle zone d’ombra che rischiano di allargarsi se i soggetti in azione all’interno dell’associazione attraverso i loro impegno non incidessero in maniera autorevole e concreta ad un avvio rinnovato.
Perciò, è necessario potenziare la rete di relazione e di comunicazioni, con uno sguardo aperto a 360° e realistico, fortemente strutturate, prime di anonimato, mediante le quali, attraverso decisioni ed operazioni ben precise, esercitano un’enorme influenza all’esterno e sulle relazioni umane che volta per volta incontriamo nel nostro far montagna e nell’essere Giovane Montagna.
Le radici di questo impegno a far camminare la nostra sezione risiedono nei nostri valori a cui credo e crediamo fortemente perché poggiano sulla dignità della persona, sul rispetto e conservazione dell’ambiente e sulla fede cristiana come segno di accoglienza e di condivisione e sulla cultura espressa in questi lunghi anni.
Faccio leva su legami di reciproco impegno che sostiene la vitalità associativa per richiamarvi ad essere disponibili a legarsi reciprocamente e a sostenersi l’un e l’altro per offrire un servizio e una continuità.
Non voglio tediarvi di più, ciò che vi ho espresso viene da un forte amore per la montagna e per la Giovane Montagna e quest’ultima dipende da noi, questa è una sfida più affascinante  per chi ci crede e vuole includere tutti, specialmente i giovani.
Termino ringraziando tutto il consiglio uscente, cui devo molto per avermi sostenuto e guidato in questo biennio e a tutti coloro che si sono prodigati per il buon esisto questo anno sociale appena concluso.-
G.M. Venezia
Tita Piasentini, Presidente
Venezia 9 ottobre 2019