Bivacco Gino Carpano

Bivacco Gino Carpano

Vallone del Piantonetto - m. 2865

Proprietà della Sezione di Ivrea


Generalità e descrizione
Fra i numerosi valloni che solcano il settore meridionale del gruppo del Gran Paradiso, uno dei più importanti è senza dubbio quello del Piantonetto, dominato da vette di grande attrattiva alpinistica.
Il bivacco sorge su un piccolo costone al di sotto di un salto di roccia, in posizione aperta e panoramica sulla valle.
Inaugurato il 19 settembre 1937 è dedicato al socio Gino Carpano Maglioli caduto sulla Bessanese nell'agosto dell'anno prima. Fu ceduto al C.A.I. nel 1937 e restituito nel 1966 alla Sezione di Ivrea della nostra Associazione, che si impegnò nei lavori di riattamento e manutenzione rendendolo efficiente e funzionale.
Ha una colorazione grigio satinato, può ospitare 10 persone ed è dotata di materassi, cuscini, stoviglieria, panche e attrezzatura di pulizia. Un fonte d'acqua è disponibile a circa 150 metri verso Sud-Ovest seguendo gli ometti di pietra.
Il vecchio bivacco venne donato alla sezione di Genova.


Vie di accesso
Gli itinerari di accesso sono due: il primo, lungo e facile da seguire; il secondo più breve e diretto, percorre il canalone detto "La Gorgiassa", attrezzato dalla Giovane Montagna di Ivrea con cavi di acciaio. Nel canalone, talvolta si possono trovare tratti ghiacciati in corrispondenza dei punti in cui il torrente, che scorre sul fondo, lancia gli spruzzi sulle sponde del canale stesso.

a) da Torino a Pont Canavese e da questa località a Rosone, situato sulla strada per Ceresole Reale ed il Colle del Nivolet.
A monte dell'abitato di Rosone prendere a destra la strada carrozzabile per S. Lorenzo e S. Giacomo, raggiungendo dopo circa 14 km la diga di Teleccio (m 1917).
Dal lago omonimo il panorama è completo su tutto l'alto vallone con i Becchi della Tribolazione, Monte Nero, la cresta di Money, il Gran San Pietro ed il Becco di Valsoera.
Continuare sulla strada che costeggia il lago artificiale, lungo la sponda orientale, sino al suo termine e seguire il sentiero che si innalza a svolte sulla ripida fiancata del vallone guadagnando quota; alla fine delle serpentine appoggia a sinistra, portandosi sulle rocce poste al sommo della bastionata dove sorge il rifugio Pontese (m 2200, ore 1 dal posteggio, Proprietà del Club Alpino Pontese: 100 posti letto e locale invernale. Tel. 0124/800186).
Senza toccare la costruzione del rifugio, traversare verso nord il Piano delle Muande mantenendosi sulla sinistra orografica del torrente Piantonetto. Lasciati a destra i casolari della Muanda (m 2224), si perviene all'Alpe Muanda di Teleccio (m 2217), posta quasi al termine della zona pianeggiante nella vasta conca di pascoli.
Il sentiero prosegue su una costola poco rilevata e, quando questa sta per finire, appoggia decisamente a sinistra. Dopo circa 50 metri trascurare i segnali in vernice che continuano in orizzontale, volgendo a destra su una seconda costola di massi, pietrame e ciuffi di erba, in direzione del canale situato alla estremità orientale della bastionata sostenente il Piano di Agnelere.
Giunti contro le rocce che fanno da sponda al canale, nel punto in cui forma una gola, piegare a sinistra percorrendo una traccia di sentiero che fa guadagnare la sponda opposta del canale stesso.
Salire inizialmente in diagonale per un pendio di detriti ed erba, quindi volgere verso ovest raggiungendo con marcia quasi orizzontale il piccolo costone dove, segnalato da un grosso ometto di pietre, sorge il bivacco (ore 3,30-4 dal posteggio).

b) dalla diga di Teleccio salire con l'itinerario precedente sino alle Alpi della Muanda di Teleccio (m 2217) e continuare sul piccolo sentiero fino a quando una serie di tacche di minio, a sinistra, indica il percorso perportarsi sulla conoide erbosa, posta alla base di due marcati canali che incidono obliquamente, da destra a sinistra, la bastionata sostenente il Piano di Agnelere.
Prendere il canale di sinistra dove, dopo breve risalita e segnalato con una targa in legno, inizia il percorso attrezzato nel 1977 dai soci della G.M. di Ivrea.
Si possono seguire le numerose corde di acciaio, tese quasi ininterrottamente lungo la sponda rocciosa del canale. Con il fondo del canale asciutto, la risalita è fattibile senza passi obbligati.
Usciti dallo stretto solco (170 metri circa di dislivello), si appoggia in diagonale verso nord-ovest, attraverso ripidi pendii erbosi onde portarsi su una cresta (a sinistra su una piccola spalla si possono ancora scorgere i ruderi dell'antico rifugio Piantonetto, costruito nel 1888 dal C.A.I. di Torino e distrutto da una valanga nel 1919) al sommo della quale è posto il grosso ometto di pietre, che precede il bivacco (ore 3,30 dal posteggio).


Scarica la traccia GPS (formato GPX)



Contributi pernottamento
Per contribuire alla manutenzione del bivacco dopo un pernottamento è possibile effettuare un versamento sul conto corrente della Giovane Montagna - Sezione di Ivrea (IBAN IT15-E020-0830-5450-0000-2103-358), indicando chiaramente la causale "CONTRIBUTO CARPANO".









 

Libretti di Bivacco

Grazie al contributo di alcuni soci abbiamo reso possibile la consultazione online di tutti i libretti di bivacco a partire dal 1966 fino al 2003 (l'ultimo libretto disponibile è ancora in loco), tramite scansione di tutte le pagine, suddivisi a coppie di due anni per facilitare il download e la lettura.
Quale migliore occasione per rivivere i ricordi di montagna propri o dei propri compagni di scalata?

Libretto bivacco 1937-1940 (*)
Libretto bivacco 1966-1967
Libretto bivacco 1968-1969
Libretto bivacco 1970-1971
Libretto bivacco 1972-1973
Libretto bivacco 1974-1975
Libretto bivacco 1976-1977
Libretto bivacco 1978-1979
Libretto bivacco 1980-1981
Libretto bivacco 1982-1983
Libretto bivacco 1984-1985
Libretto bivacco 1986-1987
Libretto bivacco 1988-1989
Libretto bivacco 1990-1991
Libretto bivacco 1992-1993
Libretto bivacco 1994-1995
Libretto bivacco 1996-1997
Libretto bivacco 1998-1999
Libretto bivacco 2001-2002
Libretto bivacco 2003

(*) Il file scannerizzato del libretto 1937-1940 è di proprietà del Museo Nazionale della Montagna di Torino viene pubblicato per gentile concessione. Può essere visionato, ma non stampato o inoltrato a terzi.
La digitalizzazione è stata realizzata nell’ambito di iAlp progetto di cooperazione transfrontaliera Interreg V-A Italia Francia 2014-2012.



 
 
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