Rifugi e Bivacchi della Giovane Montagna



Bivacco Luigi Ravelli


all'Invergnan (Valgrisenche - Aosta) (m.2860)


Generalità e descrizione
Sorge all'inizio di un lungo costone roccioso, nella conca racchiusa dai ghiacciai di Mont Forcià e dell'Invergnan, ai piedi della Grande Rousse.
Inaugurato il 5 settembre 1982 è dedicato a Luigi Ravelli, per lunghi anni direttore della Rivista della Giovane Montagna e Presidente Centrale dal 1956 al 1969. Uomo di grande ingegno ed umanità, fu un appassionato cultore della montagna, promotore di numerose iniziative sociali. Nella Giovane Montagna ricordiamo la realizzazione dei bivacchi Pol, Don Ravelli al Corno Bianco, Rainetto, Ai Mascabroni, della Casa per ferie N. Reviglio, mentre attraverso gli scritti e l'esempio di una coerente vita cristiana, ha rappresentato sino alla scomparsa, avvenuta nel 1976, un punto di riferimento fondamentale per gli indirizzi dell'Associazione. Proprietà della Sezione di Torino.
Il bivacco è una costruzione in legno rivestita in lamiera zincata con una capienza di 9-11 posti letto. E' attrezzato con materassi, coperte, materiale da cucina e di pronto soccorso, panche e tavolino. Acqua di fusione nelle vicinanze.
Dal bivacco, panorama ravvicinato sul versante Ovest della Grande Rousse: sulle montagne della cresta di frontiera è invece limitato dalla Becca di Giasson e dal M. Forciaz, per cui è aperto dalla Plattes des Chamois al Colle di S. Grato.

Vie di accesso
La strada per la Valgrisenche si dirama dalla s.s. n. 26 a 15 km da Aosta, in località Leverogne (m 740). La valle si estende dal Colle della Sassière, posto sullo spartiacque con la Val d'Isére, alla Dora Baltea per circa 27 km e si sviluppa parallela a quella di Rhemes con alla testata la Grande Sassière e il ghiacciaio di Glairetta. E' percorsa dalla Dora di Valgrisenche che, raccolte le acque che dai ghiacciai di Glairetta, Bassac e Plattes des Chamois confluiscono nella piana del Vaudet, si incassa per sfociare a Surier nel bacino di Beauregard, raccogliendo anche le acque provenienti dal lago di S. Grato.
A valle del bacino il fiume si allarga nella vasta piana fra Prariond e Revers per poi formare una profonda e suggestiva gola dalla quale esce a Leverogne confluendo nella Dora.
Raggiunto il capoluogo (m 1664), posto in una bella conca di prati e pinete ai piedi delle falde della Becca dell'Aouille, proseguire per circa 5 km sulla strada che costeggia il lago di Beauregard sino ad Uselière (m 1785). Poco oltre, presso un ponte su una forra profonda e stretta, la strada aperta al traffico ha termine.
Superato il ponte sulla destra , una diramazione prosegue sterrata, passa per i casolari di Surier, si congiunge con il ramo proveniente da Bonne e, trasformata in strada interpoderale, si addentra nel vallone di S. Grato fino alle Alpi Revera (m 2077).
Procedendo invece per il fondovalle, la strada interpoderale raggiunge dopo circa 5 km la baita della Montagna Saxe de Savoie (m 2036), ove ha inizio il sentiero per il rifugio M. Bezzi (m 2284).
Sempre dal medesimo incrocio, sulla sinistra, una terza strada sterrata (interpoderale) sale sul fianco destro orografico e passando per gli alpeggi di Arolla, Montagna Quarte, raggiunge Montagna di M. Forciaz (m 2180), all'imbocco del vallone che scende dal versante occidentale della Grande Rousse, dove è posto il bivacco.
Da Uselièere prendere il sentiero che sale a monte del parcheggio, e per pascoli e un rado bosco di larici, tocca le baite di La Treutse, piega decisamente a sinistra e sotto la strada interpoderale si porta ai casolari di Arolla (m 1906).
Da questo punto raggiungere la soprastante strada e imboccare il sentiero che inizialmente sale diretto attraverso il bosco di Arolla; tende poi a salire diagonalmente portandosi a sinistra verso l'inizio del vallone di M. Forciaz, presso un bivio.
Seguire allora il sentiero che sale a destra e raggiunge le baite di Fiou. Prendere la traccia che, traversando in piano a sinistra, supera il torrente, e si porta all'alpeggio di M. Forciaz (m 2180).
Seguire il sentiero e le numerose tracce del bestiame che alle spalle della malga salgono per un pendio di zolle erbose, sulla sponda destra orografica del torrente, portandosi sopra una scarpata rocciosa, ove si riduce ad una traccia che per un ripido pendio passa al piede dello sperone del M. Forciaz.
Salire per un ripido vallone fino ad una conca detritica ove sorge un piccolo laghetto, prosciugato a stagione inoltrata. Piegare a destra per portarsi sull'evidente filo della morena ed attraverso facili roccette raggiungere il bivacco (ore 3 da Uselière).
E' possibile dal laghetto proseguire per terrazzi erbosi sparsi di massi e detriti morenici, sino a raggiungere il costone roccioso dove sorge il bivacco.




Elenco Rifugi e Bivacchi