Recensioni



Francesco Tomatis
La Via della Montagna



La Via della Montagna E’ un’impresa impegnativa recensire in poche righe “La via della Montagna”, ponderoso volume di 686 pagine, ultima fresca fatica letteraria di Francesco Tomatis, docente di filosofia teoretica all’Università di Salerno, nonché istruttore di kung fu della scuola Chang, cresciuto con l’orizzonte del Monviso e collaboratore di Avvenire.
Direi impresa quasi impossibile, se non cogliendone lo spirito ed il messaggio intrinseco, lasciando alle parole di volare alte nella nostra mente e magari farle approdare su nel cielo sopra le vette. Come una bella musica che “dal cuore possa ritornare al cuore”, come chiosò Beethoven alla fine della sua “Missa Solemnis”.
Del professor Tomatis ancora abbiamo nella mente le dense e stimolanti pagine di “Filosofia della Montagna” pubblicate sempre da Bompiani nel 2005.
Ora ci propone una sorta di Treccani sull’argomento, che idealmente prosegue il sentiero già tracciato, affrontando con i sensi (“camminare, pensare, sentire la montagna”) e con la memoria le altezze montane. Con lo sguardo rivolto all’ “abitare alpino” e ai suoi orizzonti, immerso nella realtà vissuta della civiltà delle sue care valli occitane, in un continuo stupore alpi-mistico (neologismo più volte ripetuto nel libro).
Sfogliando le pagine, ci si eleva in una nuvola di approfondimenti tra continue citazioni e riferimenti a cose e luoghi, scrittori ed alpinisti, associazionismo e problematiche ambientali.
Quanto viene scritto in un capitolo dedicato al CAI (pag. 379 e seguenti) in merito al “saper-fare” si pone come strenuo invito all’associazionismo tutto a farsi tramite tra cultura della montagna e città, sottolineando il ruolo unico e incisivo del conoscere e valorizzare la cultura e la dimensione naturalistica della montagna: potremmo individuarvi quasi un appello estremo, un “non confundar in aeternum”, per ritrovare cioè dentro di noi le giuste energie e lasciare agli altri l’effimero delle gesta atletiche nella lotta verso l’Alpe, con conseguente seguito scintillante, come avviene oggi tramite i social network.
Una proposta costruttiva di “nuova rivoluzione e rigenerazione della montagna per mezzo del limite ri-velato in verticale”.
Pur navigando in mare ai confini del mondo conosciuto, ce lo ricordava anche Ulisse: "Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza" (Inferno, canto XXVI, 118-120).
Andrea Ghirardini

LA VIA DELLA MONTAGNA, di Francesco Tomatis, Bompiani, 2019, € 20,00




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