Recensioni



Alessandro Gogna e Marco Furlani
Valle della luce, Alpinismo nelle valli della Sarca e dei Laghi



Valle della luce, Alpinismo nelle valli della Sarca e dei Laghi Finalmente ha visto la luce questa importante opera sulla storia dell`alpinismo nella Valle del Sarca, “Arco” come dicono normalmente gli scalatori, facendo riferimento al centro turistico.
Il volume è stato redatto da Marco Furlani, accademico, guida alpina e storico conoscitore di tutte le vicende della “valle della Luce”, avendola scelta come suo “campo base”, e da Alessandro Gogna, comprovato e meticoloso storico dell`alpinismo. Malgrado le innumerevoli guide alpinistiche, nessuno si era ancora cimentato con la storia alpinistica della valle, che copre sostanzialmente l`ampio periodo temporale dal 1933 ai nostri giorni.
Nella valle si alternano grandi montagne come il Casale, il Brento, la Cima alle Coste, pareti a picco sui paesi come la Rupe Secca, il Colodri ed il Piccolo Dain ed un numero impressionante di falesie che hanno guidato lo sviluppo mondiale dell`arrampicata sportiva come Massone, la Spiaggia delle Lucertole e mille altre ancora, molte note, altre ancora segrete!
Il nostro volume si concentra esclusivamente sulle “vie” non di falesia e parliamo di oltre un migliaio di itinerari... comprendendo pure quelli con una lunghezza di mille metri, come ad esempio la via del Boomerang (o della nuova generazione) sul monte Brento, che è la placconata più estesa di tutto l`arco alpino.
La storia alpinistica della valle inizia il 1° ottobre 1933, quando Luigi Miori e Marcello Friederichsen salgono un’importante via di 1050 metri sulla parete est del monte Casale... prosegue nel 1938, quando Bruno Detassis e Rizieri Costazza sfiorano il settimo grado aprendo la Canna d”Organo sul Piccolo Dain... s`infiamma nel 1958, quando Cesare Maestri con Claudio Baldessari apre in 4 giorni il diedro Maestri sempre sul Piccolo Dain. Nel 1966 tre alpinisti sudtirolesi (Heinz Steinkotter, Reinhold Messner e Heini Holzer) si accorgono del potenziale inespresso della valle, ma è solo negli anni settanta che i giganti della valle vengono scoperti e saliti dagli alpinisti, principalmente trentini (Marcello Rossi, Angelo Ursella, Andrea Andreotti, Tarcisio Pedrotti, Bepi Loss, Marco Pilati, Sergio Martini, Mauro Ischia...).
Questo è un periodo di transizione, in cui si arrampica in valle ancora con la mentalità e l`approccio alpinistico che si era imparato dai vecchi in Dolomite. Ma nel giro di pochi anni arrivano Manolo, Maurizio Giordani, Luggi Rieser, Roberto Bassi, Giovanni Groaz, Giuliano Stenghel e poi Heinz Mariacher, Luisa Iovane, Bruno Pederiva, Heinz Grill ed il modo di arrampicare cambia completamente - alla fine degli anni settanta e per tutti gli anni ottanta anche qui arriva la rivoluzione del Nuovo Mattino.
Chi scrive, quando non era ad arrampicare in Dolomiti o sulle Alpi, o semplicemente quando il tempo volgeva al brutto, scendeva “ad Arco”... e come me tanti altri ragazzi e ragazze da tutto il nord-est. C`era un continuo passaparola e ti ritrovavi a fianco star mondiali dell’alpinismo assieme allo scalatore ceco che avevi incontrato nel fine settimana su qualche via dolomitica e ci si scambiava fotocopie e relazioni di itinerari in attesa dell`uscita di una guida di arrampicata che veniva pubblicata già vecchia...
La valle del Sarca diventa quindi una fucina, un laboratorio dove poter sperimentare nuovi stili, nuove attrezzature... qui ( e a Bardonecchia) nascono le prime gare d`arrampicata e qui tuttora si svolgono i campionati mondiali di Rock Master.
E poi, inevitabilmente, la storia diventa cronaca e gli autori inseguono le ultime realizzazioni, ora estreme ora “plaisir”, e chiameremo questo periodo riferendoci al nome di una via famosa “sindrome da Makita” dove Makita è la marca di un trapano utilizzato per piantare gli spit.
Assieme all`arrampicata, anche il paese si trasforma: da vecchio e borghese centro turistico e sanatorio austro-ungarico a vivace cittadina degli sport outdoor, l`arrampicata in primis, assai frequentata da giovani appassionati di tutto il mondo. Se volete comperare la miglior attrezzatura da alpinismo, ad Arco ci sono una quindicina di negozi specializzati che si fanno concorrenza: in Italia non esiste nulla di simile!
Ma torniamo al libro, che è ben fatto, completo, costato una decina di anni di lavoro, di interviste, verifiche, raccolta di informazioni da guide alpinistiche ed altre riviste di settore. È assai ricco di belle fotografie, che consentono di capire l’evoluzione dell’alpinismo degli ultimi 85 anni. Inoltre, essendo gli autori anche “maitre à penser” dell”alpinismo, ci sono ampie riflessioni sul modello di sviluppo turisticamente sostenibile di un sito alpinistico e turistico.
Ecco i titoli di alcuni capitoli che mi sono sembrati significativi, soprattutto per le nuove generazioni: il pericolo di crescita sbagliata - manutenzione come conservazione - vietato vietare? - aprire o sistemare? – un futuro ecosostenibile...

Massimo Bursi

“VALLE DELLA LUCE, alpinismo nelle valli della Sarca e dei Laghi”, di Alessandro Gogna e Marco Furlani, formato 23x28 cm, pagine 288, Edizioni Alt(r)i Spazi - Montura Editing, aprile 2019.




Elenco recensioni