Commissione Centrale Alpinismo e Sci Alpinismo





Informazioni nivometeo dell'Arco Alpino e dell'Appennino


a cura di Massimo Pecci
 

 

















 
Introduzione
 
Dal gennaio 2016 è iniziata in via sperimentale, e oggi continua, la pubblicazione del Diario della neve che propone una sintesi ragionata e alcuni elementi di valutazione generale a scala nazionale  riguardo alla stabilità del manto nevoso con lo scopo di promuovere comportamenti volti alla sicurezza nella frequentazione della montagna invernale.
Il Diario segue il solco di una serie di precedenti esperienze come il diario della neve, (pubblicato settimanalmente nel corso del 2010 sul sito dell’Ente Italiano della Montagna, fino al momento della sua soppressione avvenuta con la Legge Finanziaria del 2010) e le schede di sintesi dei dati nivometeorologici e di pericolo valanghe pubblicate sul sito della Scuola di Alpinismo, sci alpinismo e arrampicata libera “Franco Alletto” del CAI di Roma dal 2011 e, a partire dal 2012, anche sul sito della sezione di GM di Roma.
Nell’edizione che si comincia a pubblicare da quest’anno sulle pagine della C.C.A.SA. oltre alle informazioni generali, di stimolo ai soci GM per promuovere una frequentazione consapevole e la valutazione delle condizioni del manto nevoso in qualsiasi attività sulla neve, vengono registrati gli elementi salienti anche in prospettiva delle attività intersezionali in calendari per l’inverno, sempre nella prospettiva di rendere i soci partecipi nel processo valutativo e, ci auguriamo, maggiormente consapevoli.
L’utilità del Diario della neve prende spunto dall’evidenza di quanto il manto nevoso sia in costante e progressiva evoluzione durante tutto il corso dell’inverno ed un commento settimanale sulle sue principali caratteristiche o modificazioni generali ha lo scopo di fornire elementi di approfondimento ai soci GM frequentatori della montagna invernale con la finalità di promuovere una approccio consapevole all’organizzazione delle attività invernali e, quindi, a comportamenti improntati alla sicurezza nelle scelte e valutazioni della fattibilità (o meno) di gite e percorsi.
In quanto frequentatori consapevoli e rispettosi della montagna invernale (alpinisti, sci-alpinisti, sci-escursionisti, ciaspolatori...), quindi sui suoi pendii naturali, riteniamo che non ci si possa più limitare a scivolare sopra il manto nevoso (o a metterci i ramponi, le ciaspole, gli scarponi), pensando che la prevenzione del pericolo che si stacchi una valanga avvenga magicamente o che dipenda da decisioni che vengono dall'alto.
L’intento è, quindi quello di creare un nuovo rapporto con il manto nevoso che comincia con la prima nevicata della stagione e finisce con la fusione estiva (o dell'ultima gita).
In altri termini è necessario fare tutti un salto di qualità e passare da un rapporto superficiale (in tutti i sensi) con la neve ad uno più profondo, entrando dentro il manto nevoso per vedere come è fatto e cercare di prevederne i comportamenti: lo si fa abbastanza facilmente con un po' di pratica con il test della sonda, senza dover diventare necessariamente nivologi.
Abituiamoci, quindi, ogni volta che cominciamo una gita a entrare in rapporto con il manto nevoso facendo un sondaggio o un rapido profilo del manto nevoso (nel seguito troverete anche le indicazioni) e continuiamo a verificare il quadro delle condizioni che abbiamo cominciato a farci al caldo, a casa, compilando e colorando del diario della neve dell’inverno 2016 (il foglio excel da scaricare).
Prendiamoci sempre un po’ di tempo per verificare ad inizio gita se la "previsione personale" fatta a tavolino il giorno prima comincia a "trovare riscontri" nell’ambiente innevato.
 
Guardando le cose da un punto di vista più generale, in ambito nazionale, per quanto riguarda le regioni dell’arco alpino, queste sono tutte associate nell’AINEVA (Associazione Interregionale NEve e VAlanghe), oltre alle Marche nell'Appennino centrale, e pubblicano il bollettino neve e valanghe (http://www.aineva.it/) con cadenza regolare (bi o trisettimanale), che è in grado di orientare i comportamenti dei frequentatori della montagna a favore della sicurezza, anche tramite la visualizzazione sulle cartine, di un grado di pericolo espresso nei termini della scala europea del pericolo valanghe(con colori “semaforici”), anche in maniera geograficamente circostanziata, ai principali gruppi montuosi.
Per quanto riguarda tutte le montagne italiane (in particolare per l’Appennino e per le montagne insulari) le informazioni riguardanti la montagna invernale sono raccolte dal servizio Meteomont (Comando Truppe Alpine e Corpo Forestale dello Stato in collaborazione con il Servizio Meteo dell’Aeronautica Militare) e vengono pubblicate in un bollettino nivo-meteorologico (http://www.meteomont.gov.it) a cadenza giornaliera. Nel bollettino sono dettagliati: le condizioni del tempo, la valutazione del manto nevoso, il grado e la tendenza del pericolo (evidenziato in forma grafica) e alcune avvertenze, nonché i principali parametri meteonivometrici registrati presso i campi di rilevamento neve. I bollettini sono emessi per areali geografici e comprendenti i settori dell’Appennino: Settentrionale Tirrenico (comprendente la Liguria), Emiliano Romagnolo, Grandi Massicci Appenninici e Appennino Abruzzese, marchigiano, Calabro Lucano, nonché Etna, Monti Nebrodi e Madonie. Mancano i monti della Sardegna e, generalmente, non viene riportata un’indicazione sul grado di pericolo geograficamente dettagliata alla scala del sottogruppo montuoso.
Tenendo conto di tutto ciò, in linea con le esperienze già precedentemente citate, e non volendosi assolutamente mettere in competizione con l’impegnativo ed importante compito degli Enti preposti alla raccolta, elaborazione e divulgazione dei dati nivo-meteorologici, ma, anzi, utilizzando proprio questi dati di base, sempre citati, verrà delineato un quadro nivometeorologico generale e fornite informazioni e consigli di stimolo per una frequentazione consapevole dell’ambiente innevato, invitando i soci GM fruitori (in prima battuta) ad interagire fornendo le osservazioni effettuate nel corso della gita.
  
Viene quindi reso disponibile su questa stessa pagina per il download il diario della neve  dell’inverno 2016 in formato excel che, riempito sino alla data odierna, riassume dall’inizio della stagione invernale lo stato del tempo generale sull’Italia, cosi come registrato sul manto nevoso.
Sarà cura di ogni socio interessato curare l’aggiornamento del foglio per avere il polso della situazione nivo-meteorologica nel proprio campo di azione abituale.
Allo stesso tempo, chiediamo ai fruitori di essere anche contributori con le osservazioni e rilevazioni fatte nel corso delle gite al fine di condividerle nella scheda successiva, relative in particolare a:

> report valanghe distaccatesi e osservate da lontano
> report osservazioni speditive e profili del manto nevoso
> ordinanze sindacali di divieto percorrenza
> ordinanze di chiusura tratti stradali 
 
 
 
Indicazioni per chi vuole contribuire segnalando eventi valanghivi, situazioni nivologiche interessanti o pericolose.
 
Situazione nivometeo periodo precedente: Concisa descrizione dell’evoluzione meteo dei 7 giorni precedenti e delle condizioni del manto nevoso (Es: alternanza di correnti dai Balcani  e sciroccate, con croste da fusione e rigelo alternate a neve compatta).

Ubicazione, Referente della segnalazione e data: indicare il luogo del rilevamento, l’areale a cui si possono estendere i risultati e il nome con indirizzo E-mail (Es: cresta W di M. S. Franco a 1900 m , generalizzabile a tutto il settore W del Gran Sasso, Massimo Pecci (maxpecci@yahoo.it), 20 dicembre 2015). IMPORTANTE: si può riportare ed estrapolare direttamente dal bollettino Meteomont o AINEVA per le Marche questo dato e allora va indicato.

Presenza brina di fondo/superficie: segnalare (da stratigrafia) la presenza, il numero, la posizione e lo spessore degli eventuali strati di brina (Es: strati di pochi centimetri di brina di fondo a grossi cristalli, due intermedi a cristalli sfaccettati piccoli e superficiale con cristalli di 5 cm a coda di rondine).

Spessore neve a 1000 m: indicare lo spessore rilevato direttamente a 1000 m slm.
Spessore neve a 1500 m: indicare lo spessore rilevato direttamente a 1500 m slm
Spessore neve a 2000 m: indicare lo spessore rilevato direttamente a 2000 m slm

Grado di pericolo bollettino Meteomont (Aineva per Marche): riportare direttamente il grado (numerico e per esteso) ricavato direttamente per l’area in cui si è effettuato il rilevamento

Valanghe osservate: riferire dal bollettino o descrivere un fenomeno  osservato direttamente (Es: valanga di neve a lastroni con dimensioni h e larghezza in m al distacco per effetto di uno strato debole di cristalli a calice di … cm e accumulo di …. ; allegare eventuale foto a bassa risoluzione (max 100-200 k)

Valutazione personale: sintetica valutazione locale personale sul grado di pericolo effettivo e sulla sua tendenza (Es: la stabilità del manto nevoso su tutti i versanti ad eccezione della cresta di M. S. Franco è molto bassa e si possono verificare distacchi di grossi lastroni anche per debole sovraccarico; continuando l’accumulo da vento il pericolo, che localmente è marcato tende ad aumentare a forte).

 
Classificazione del rischio valanghe:

Il bollettino nivometereologico, che viene indicato sui documenti seguenti di questa pagina, è uno strumento che fornisce un quadro sintetico dell’innevamento e dello stato del manto nevoso, indicandone struttura e grado di consolidamento rilevato al momento dell’emissione su di un determinato territorio.
In funzione del consolidamento del manto, della probabilita' di distacco, del numero e delle dimensioni delle valanghe stesse.
il pericolo presente al momento dell’emissione, viene descritto con un testo sintetico e un indice numerico crescente da 1 a 5, secondo la seguente:

>>> Scala Europea del Pericolo Valanghe


E.. per finire, ecco un video di "Montagna Amica e Sicura":

>>> video Montagna Amica e Sicura


 
Disclaimer:
Tutte le informazioni riportate in questa pagina si basano su fonti che la Giovane Montagna ritiene attendibili. Nonostante la cura adottata per descrivere queste note, si invitano tutti i lettori ad effettuare personalmente le verifiche necessarie sul territorio in occasione di proprie attività. La Giovane Montagna non si assume responsabilità per eventuali inesattezze o imprecisioni riportate nei testi, ricordando che la frequentazione di un ambiente innevato è potenzialmente pericolosa per la veloce e repentina variazione delle situazioni precedentemente valutate.

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