Sezione di Torino



Eclogiti in auto
31/5/2020



Eclogiti a portata d’auto

  Ovvero a spasso per orridi e forre

 

L’escursione proposta è a portata di tutti e come è mia consuetudine si distingue per lo specifico taglio scientifico naturalistico geologico che la caratterizza. I diversi punti di osservazione proposti in giornata richiedono spostamenti in auto per raggiungere le località situate tutte nella parte iniziale della Val d’Aosta. Inizieremo per primo con l’orrido di Guillemore dove dopo aver superato il ponticello in pietra si può risalire a lato della fenditura per poter apprezzare le rocce eclogitiche che sono state la ragione stessa che ha portato alla formazione dell’orrido. Queste sono particolarmente interessanti per i geologi perché portano la “firma” delle enormi pressioni che si sono generate durante le fasi dell’orogenesi alpina e in questo punto particolare risultano quasi indeformate cioè non sono state “stropicciate” come molto spesso accade.

 

Per gli interessati cercherò di spiegare in dettaglio sul posto le caratteristiche della roccia, per gli altri l’orrido si presta bene per fotografie d’effetto.

 

La meta successiva è poco distante dalla prima ed è situata presso l’area verde di Niana dove andremo a visitare il “Giardino delle rocce” I grandi massi (una dozzina di campioni mediamente con volume dell’ordine di 1 metro cubo) collocati in sequenza logica e corredati da pannelli esplicativi di facile comprensione illustrano i principali eventi geologici occorsi alla Valle del Lys. La sequenza di rocce esposte permette al visitatore in un viaggio immaginario che, dalla Valle della Dora Baltea giunge fino al massiccio del Monte Rosa. Le litologie appartengono ai sistemi geologici della Vallaise: sistema Austro-Alpino, zona Piemontese, sistema Pennidico.

Ripresa l’auto nel primo pomeriggio ci trasferiamo alla terza meta dell’escursione: l’orrido di Hone raggiungibile dal centro dell’abitato con breve percorso a piedi. Qui geologia e paesaggio ci accolgono presentandoci una forra dall’aspetto sinuoso quasi fiabesco, scavata in rocce chiare, compatte, prive di fratture ma caratteristiche per il loro aspetto striato. Per non farci mancare nulla ripresa l’auto ci trasferiamo a Ponboset per la quarta e ultima delle nostre tappe: l’orrido di Ratus. A contribuire alla bellezza del luogo concorrono ancora magnifiche rocce con una evidente striatura caratterizzate da un alternanza di strisce bianche e azzurre. Queste come le pagine di un libre scritto nel corso di milioni di anni ci raccontano come la formazione delle nostre Alpi sia una storia estremamente affascinante e complessa, in buona parte ancora misteriosa, ma degna di essere conosciuta.

 

Come ultimo consiglio per gli appassionati suggerisco di dotarsi di stivali di gomma e perché no anche di un martello