Sezione di Vicenza



ESCURSIONISMO - LAGORAI - CROZ DI PRIMALUNETTA
29/9/2019



CROZ DI PRIMALUNETTA - DOMENICA 29 SETTEMBRE

Nonostante le previsioni del tempo sfavorevoli, siamo riusciti lo stesso a mettere assieme un gruppetto di escursionisti equamente suddiviso tra soci e non soci e con 2 automobili ci siamo recati verso il ponte delle Rudole in val Campelle. L’itinerario si è svolto in parte su sentieri denominati percorsi della memoria, che sono stati recentemente recuperati dalle comunità locali, per valorizzare e far conoscere luoghi a torto meno noti e frequentati. Superato il primo breve tratto noioso su asfalto, ben presto ci siamo ritrovati su una comoda forestale, e poi su un buon sentiero nel bosco. E’ predominante qui la presenza dell’acqua, grazie ad un territorio ricco di fonti e ruscelli. Le condizioni di questo periodo erano state favorevoli per un’abbondante crescita di funghi di varie specie, così senza troppo cercare ci siamo imbattuti in esemplari di porcini di tutto rispetto. Arrivati al rifugio Caldenave, ci siamo brevemente riposati gustandoci il panorama. Abbiamo affrontato con il giusto passo il ripido tratto che porterebbe alla forcella Ravetta (noi abbiamo deviato prima), facendo una scorpacciata di mirtilli grossi e succosi. Ora cominciavano pian piano a vedersi le varie cime dei Lagorai, però purtroppo le nuvole avanzavano e ci coprivano parzialmente la visuale. Il tratto finale verso la cima si svolge in terreno aperto, ed oltre al panorama l’interesse qui è legato all’aspetto storico, perché qui in particolare baraccamenti e trincee sono stati ottimamente restaurati. Durante la prima parte della grande guerra, queste cime furono meta di pattugliamenti, ma nessuno si insediò stabilmente. Nel 1916 gli austriaci le occuparono senza colpo ferire, ed in seguito ci si rese conto che da qui le posizioni italiane erano un facile bersaglio. Nel luglio dello stesso anno, dopo un paio di attacchi infruttuosi, gli italiani riguadagnarono la cima che divenne un caposaldo della linea avanzata. Le fortificazioni furono poi definitivamente abbandonate dagli italiani durante la ritirata in seguito alla disfatta di Caporetto. Abbiamo fatto una capatina all’osservatorio, ma ormai si vedeva ben poco, e allora ci siamo sistemati sulle panchine per il pranzo al sacco, purtroppo la zona al sole era anche quella bersagliata da un vento fastidioso. Finito il pasto abbiamo proseguito lungo  la cresta verso la cima Cenon, qui Stefano si è ingegnato con un provvidenziale sasso e l’autoscatto per avere una foto di gruppo completa. Continuando sul crinale, ora ripido, siamo scesi velocemente fino ad un ameno belvedere con panchine per un ultimo sguardo verso le cime, entrando quindi nel bosco lungo un comodo sentiero fino a raggiungere la forestale. Purtroppo la strada è stata recentemente cementata per la gioia di ginocchia e caviglie. Ritornati al parcheggio, abbiamo trovato lì vicino un’area adatta al momento conviviale. Riassumendo, il bilancio è più che positivo, perché la gita è riuscita, il meteo è stato migliore rispetto alle previsioni, e i non soci si sono dimostrati buoni camminatori che si sono subito integrati nel gruppo; saranno sempre i benvenuti. I partecipanti: Franco, Giuliana, Lino, Manuela, Mariarosa, Massimo, Nadia, Nellina, Stefano. (Franco Sonzogno)