Sezione di Vicenza



ESCURSIONISMO - DOLOMITI ORIENTALI - PATERNO - RIFUGI LOCATELLI CENGIA COMICI E EE
dal 24/8/2019 al 25/8/2019



 DOLOMITI DI SESTO – GIRO DEI TRE RIFUGI    sabato 24 e domenica 25 agosto

 La nostra escursione inizia a Moso, frazione poco distante da Sesto in Val Pusteria. Il punto di partenza è a Bagni di Moso dove parcheggiamo le auto. Indossati gli scarponi, ci incamminiamo lungo la Val Fiscalina fino al  rifugio Fondovalle ai piedi delle Dolomiti di Sesto. Il sentiero diventa ben presto più ripido e divertente. Lasciato alle nostre spalle il rifugio ci immettiamo nella Val Sassovecchio, circondati dalle imponenti sagome dolomitiche di Cima Una e delle Crode Fiscaline (a sinistra) della Torre di Toblin e di Sasso di Sesto (davanti e a destra). Saliamo velocemente in quota con qualche balzo tra le rocce.: la vegetazione si dirada, i larici lasciano posto ai pini mughi.  Proseguiamo finché,  fanno capolino LORO: le Tre Cime di Lavaredo con il rifugio Locatelli. Raggiungiamo una ampia radura, a quota 2300 metri: qui ci aspettano i laghi dei Piani. Ormai ci siamo: il rifugio Locatelli è qui davanti  a noi. Esattamente dietro, si stagliano le Tre Cime, come tre giganteschi denti di roccia che si innalzano solitari e  maestosi verso il cielo. Il rifugio è attrezzato, organizzato, efficiente. Peccato non aver potuto fare una doccia  per scarsità di acqua. Abbiamo cenato in compagnia commentando e programmando per il giorno seguente. Superfluo cercare di descrivere un tramonto di lassù, solo le foto appagano e lasciano impresso in noi  un ricordo indelebile. Oltre a questo una considerazione: personalmente è stata la prima volta  che ho camminato con due giapponesi: Yuuichi e Satoshi  rispettivamente nipote e genero dei cari amici Enrico e Lisa . Ora la GM è internazionale . Speriamo di averli ancora con noi in futuro. Il giorno dopo il gruppo  si divide: gruppo1 per la salita al Paterno,  gruppo2, guidato da me, per i rifugi Pian di Cengia, Comici e  Fondovalle. Tra le mille cose da vedere nei dintorni, scegliamo la vicina cappelletta, il lago dei Piani e la forcella di Toblin. La vista sulle Dolomiti è splendida. Per il sentiero 101 attraversiamo le pendici  del monte Paterno e con fatica arriviamo alla forcella  Pian di Cengia dalla quale, in breve, arriviamo al  Rifugio Pian di Cengia, affollato e frequentato  punto di transito. L’escursione prosegue con un caratteristico passaggio  sopra una aerea cengia fino al valico di passo Fiscalino. Questo paesaggio è dominato dalle vestigia della Grande Guerra. Proseguendo su mulattiera si arriva al ripiano del Rifugio Zsigmondy Comici, importante crocevia di direzioni. Sopra di noi la Croda dei Toni, i pinnacoli delle Dame Vicentine, in bella visuale  forcella  e Monte Giralba; poi, Monte Popera, Cresta Zsigmondy, La Spada, Torre Undici, piccolo piccolo il Bivacco Mascabroni e Cima Undici (3092metri). Riunito il gruppo,  riprendiamo il sentiero percorrendo un panoramico traverso fermandoci di tanto in tanto per cercare sul fianco opposto della valle gli escursionisti  impegnati  lungo la Strada degli Alpini. Arrivati in fondovalle raggiungiamo il parcheggio per il solito momento conviviale di ristoro e di commento della giornata. Belle giornate, bella compagnia, tutti soddisfatti. Grazie a tutti. (MariaRosa Piazza)

All’interno del rifugio Comici sono esposte alcune foto: due di queste ci riguardano da vicino. In una fa bella mostra di sé il Bivacco ai Mascabroni, mentre l’altra, prontamente ripresa dai partecipanti alla gita, testimonia di una gita al bivacco della nostra sezione attorno alla metà degli anni ’80. Lasciamo ai lettori il piacere di riconoscersi o riconoscere i personaggi ritratti.

DOLOMITI DI SESTO – MONTE PATERNO  domenica 25 agosto

Per la domenica la gita era prevista a comitive separate: la nostra aveva come obiettivo  la salita sul Paterno. Il cielo era sereno e quindi ne abbiamo approfittato per guardare il panorama, immortalandolo con qualche scatto e naturalmente non poteva mancare la foto al gruppetto. Ci siamo avviati su una evidente traccia tra curiosi pinnacoli, raggiungendo ben presto la prima galleria, che creava qualche piccolo problema ai più alti di noi. Belli gli scorci che si aprivano ogni tanto sui due versanti. La seconda galleria necessitava l'uso della pila frontale che tutti avevamo: scavata nella roccia sale con una ripida scalinata e porta all'attacco della ferrata. Sistemati imbraghi e caschetti ci siamo avviati con il tratto attrezzato che inizia subito verticale, ma con facili passaggi. II due neofiti del gruppetto hanno superato il battesimo della ferrata senza particolari patemi. Il percorso è abbastanza omogeneo, attrezzato in tutti i punti difficili o esposti, e l'abbiamo potuto percorrere guardandoci ogni tanto attorno, scambiando qualche battuta e fotografando gli scorci più interessanti. Abbiamo incontrato altri gruppetti di escursionisti, ma non c'era affollamento perché eravamo partiti presto. Abbiamo affrontato quello che, a mio parere, è il punto più difficile, poco prima della forcella Passaporto, per poi ricompattarci prima della salita finale. Qui un tratto ripido ed esposto, che spesso in passato creava problemi di intasamento, è stato brillantemente modificato utilizzando due percorsi attrezzati: uno per la salita ed uno per la discesa. Ancora qualche cengia, un piccolo canalino roccioso e poi il sentiero che, facile nella parte finale, ci ha portato alla croce di vetta. Subito lo sguardo è andato alle Tre Cime di Lavaredo ora  in primo piano. Ci siamo girati attorno facendo una panoramica a 360° per ammirare il Cristallo, le cime di Fanis, la Croda Rossa, le cime Piatte, gli Scarperi, la Croda di Sesto, cima Undici, il Popera, la Croda dei Toni, le Marmarole, l’Antelao e i Cadini. Dopo uno spuntino, a ritroso siamo riscesi alla forcella Passaporto. Ora si doveva affrontare la traversata del Paterno, sempre su percorso militare riadattato dai militari del Genio, dove  sono ancora ben visibili le varie postazioni. Questa parte del percorso è assai suggestiva, si cammina per lo più su cenge, con tratti in discesa seguiti da repentine salite, e varie forcelle con ameni ponticelli in legno. Difficoltà tecniche non ne abbiamo incontrate, ma l'impegno fisico c'è stato, infatti il dislivello in salita complessivo è risultato di ben 700m., più del doppio rispetto a quello richiesto per la sola cima. Dopo un'ennesima salita ad una forcella, tra scoscese pareti, sul versante opposto ci attendeva un tranquillo pendio con facile sentiero a serpentina. Fine delle difficoltà? No, c’era la sorpresa finale: un  ultimo tratto attrezzato, anche con scaletta, per superare una spaccatura, e quindi nuovamente giù e poi su, ma adesso la ferrata era realmente terminata. L'ultimo tratto di percorso è un sentiero che taglia con pendenza blanda il fianco della montagna costituito da ghiaioni. Ancora una salita e siamo arrivati al rifugio Pian di Cengia, dove ci siamo rifocillati: qui ci son sembrati pignoli i gestori che ci hanno proibito di appoggiare sul tavolo qualsiasi cibaria al sacco, nonostante avessimo ordinato parecchi beveraggi. Siamo ripartiti quindi per l'ultima tappa: il rifugio Comici, dove le comitive si sono riunite nuovamente. Il mio giudizio finale è estremamente positivo, perché tutto si è svolto nel migliore dei modi ed il meteo è stato favorevole oltre le previsioni. (Franco Sonzogno)