Sezione di Vicenza



ESCURSIONISMO - GITA DELLE 5 SOCIETA` ALPINISTICHE VIC
30/6/2019





   30 GIUGNO – MOLVENO - GITA DELLE CINQUE  SOCIETA’ ALPINISTICHE VICENTINE ORGANIZZATA DA G.M. Questa gita non era come tutte le altre perché coinvolgeva più società e molte persone per cui è stato quindi fondamentale il lavoro di squadra per poterla organizzare al meglio. L’ultimo sopralluogo aveva portato alla luce una serie di inconvenienti che siamo riusciti a superare, ed in particolare abbiamo neutralizzato gli effetti di Vaia, che ha devastato la zona dove si svolgeva l’itinerario della comitiva A, trovando una valida alternativa. La partenza è avvenuta con ordine senza particolari imprevisti, e anche la sosta nell’area di servizio è stata gestita in modo discreto. Arrivati a Molveno la preparazione alla partenza, con la suddivisione delle comitive, è avvenuta senza intoppi significativi. Fin da subito ci si è mossi a comitive separate, e ci siamo quindi ritrovati con il gruppo che procedeva compatto verso il rifugio la Montanara, dove abbiamo avuto il primo assaggio di panorama dolomitico. Qui è ben visibile ahimè l’effetto di Vaia che devastando il costone del Palon de Tovre ha fatto piazza pulita del bosco e del sentiero. Abbiamo seguito senza intoppi una forestale che ci ha portato ad incrociare il sentiero che da Molveno sale al Croz nei pressi di una caratteristica fontanella. Il percorso da qui sale assai ripido sotto il Piz Galin, senza tornanti, in zona aperta e quindi sotto il sole cocente. Abbiamo sofferto il caldo proseguendo comunque di buon passo. Siamo stati piacevolmente sorpresi dalla ricchezza della flora, in parte inaspettata, con tre varietà di gigli: quello di San Giovanni, poi la Paradisea e quindi il Martagone e tanto per gradire anche qualche Stella Alpina. Dopo una breve pausa abbiamo ripreso il cammino addentrandoci, come in un labirinto, in un intrico di mughi, affrontando facili salti di roccia. Più in alto, dove il terreno pian piano diventa più brullo, con una serie di facili gradoni di roccia agevolmente superabili, abbiamo iniziato a gustare il panorama costituito principalmente dalla cima Lasteri e dal Piz Galin: nessuna delle due rappresenta la nostra meta che ancora restava nascosta. Procedendo su facile terreno prativo, con la fatica che adesso affiorava, abbiamo raggiunto l’ultimo bivio, potendo finalmente vedere il cocuzzolo del Croz dell’Altissimo che, dalla nostra prospettiva sembrava quasi insignificante, ma osservata da Molveno appare spettacolare con la sua ampia parete. Altra pausa e poi abbiamo affrontato la calotta sommitale che è il tratto più tecnico, con una piccola cengia su terreno friabile e la crestina finale su facili roccette. Il panorama ci ha ripagato degli sforzi fatti, perché dalla cima si possono ammirare il lago di Molveno, Paganella e Bondone sullo sfondo, e le principali cime del Brenta che svettano imperiose. A gruppo compattato, Lisa ha letto la preghiera della montagna e due pensieri di Casarotto e Comici dal foglietto che in pullman era stato consegnato ad ogni partecipante come omaggio e per spiegare lo spirito di  Giovane Montagna. Il tempo a disposizione non era tanto e quindi abbiamo pranzato, osservato il panorama, scattato la foto di gruppo e ci siamo apprestati a ripartire a malincuore ripercorrendo a ritroso il sentiero dell’andata. Siamo scesi dalla funivia, ma mancava ancora un piccolo sforzo: l’attraversamento di Molveno vecchia per dirigerci al parcheggio dei bus nei pressi del lago. Qui ci aspettava un ricco banchetto allestito da Beppe, Daniele e Giorgio che vanno sicuramente elogiati per il sacrificio, infatti non va dimenticato che per motivi logistici erano arrivati già alle 7.00 del mattino per poter riservare il posto ai bus ed al gazebo. Siamo stati tutti soddisfatti per l’esito delle due gite che si sono svolte regolarmente anche per il corretto comportamento dei partecipanti e la disponibilità dei capigita di tutte le società. Inaspettata è stata la comunicazione degli autisti che, a causa delle normative vigenti, non sarebbe stato possibile partire subito, ma si sarebbe dovuto attendere due ore. A questo punto è stata accolta con sollievo la rettifica che riduceva l’attesa a un’ora e che si è sfruttata chi per rinfrescarsi nel lago, chi per una passeggiatina o per gustare un gelato. Concludendo la giornata è stata del tutto positiva, perché la gita è riuscita, il meteo è stato favorevole, i partecipanti hanno gradito il programma e questo evento è stato importante per me perché mi ha arricchito in esperienza. (Franco Sonzogno)