Sezione di Vicenza



ESCURSIONISMO - CIME DELLA BALANZOLE - VIA PRAMPER
23/6/2019



23 GIUGNO - CIMA DELLA BALANZOLE IN VAL PRAMPER  Da Forno di Zoldo, dove abbiamo lasciata le auto. una provvidenziale navetta ci ha portato attraverso una stradina dissestata fino a Pian della Fopa, punto di partenza dell’escursione. La giornata era bella, un po’ calda, ma nel bosco si camminava piacevolmente, Abbiamo inizialmente seguito ancora la stradina, scelta obbligata, perché la tempesta dello scorso autunno aveva reso impraticabile il sentiero tracciato parallelamente. A Casera Pramper la stradina diventava sentiero. Era doveroso però prima farvi la sosta-bar saltata per rispettare i tempi dell’appuntamento con la navetta (Ottimi i dolci!). Siamo poi proseguiti, uscendo ben presto dal bosco, camminando fra i mughi, mentre il panorama si allargava con il Pelmo sullo sfondo. Abbiamo risalito la sinistra orografica della Val Balanzole traversando sotto le rocce della Cima Gardesana prima e del Castello di Moschesin poi. Con passo regolare siamo arrivati fino a forcella Moschesin. Qui la comitiva si è divisa: tre soci, appagati si sono fermati mentre il resto della compagnia ha proseguito per tracce fino alla piccola Cima delle Balanzole, piccola sì ma con una visione appagante verso i monti circostanti, fra cui spiccavano le Pale di San Martino e di San Lucano. Impressionante anche la vista sul versante nord delle Cime di Zità, ancora abbondantemente innevato. Abbiamo pranzato sulla cima erbosa, godendoci la frescura procurataci dalle solite nuvole pomeridiane, che ci hanno rovesciato anche qualche goccia di pioggia. Poco male, questo non ci ha impedito la piccola variante che avevo pensato. Una volta recuperato il resto del gruppo, infatti, abbiamo deviato verso il rifugio Sommariva per una breve sosta ben gradita dalla compagnia. Il rifugio è piccolo, vecchio stile, che non ha nulla a che vedere con i nuovi rifugi-alberghi dotati di tutte le comodità. Si stava bene lì, ma purtroppo ho dovuto mettere fretta ai partecipanti ricordandogli l’orario della navetta, altrimenti si sarebbe dovuti tornare a Forno a piedi. Direi che sono stato convincente: di buon passo fra i tornanti nel bosco, saltando qualche albero abbattuto abbiamo raggiunto di nuovo la Casera, chiudendo così l’anello, ripreso la stradina giungendo, infine, puntuali all’appuntamento. La Val Pramper è un gioiellino incastonato fra cime dolomitiche dette minori solo per l’altezza non certo per la bellezza. Meritava senz’altro una visita, grazie alla quale abbiamo anche notato con piacere che i danni al patrimonio boschivo sono stati abbastanza limitati rispetto alle zone circostanti. Buona la partecipazione. Gruppo soddisfatto e quindi soddisfatto anche il capogita che vi saluta e vi invita alle prossime. (Federico Cusinato)