Sezione di Vicenza



BENEDIZIONE DEGLI ALPINISTI E DEGLI ATTREZZI
2/6/2019



DOMENICA 2 GIUGNO - BENEDIZIONE DEGLI ALPINISTI E DEGLI ATTREZZI PER LE SEZIONI ORIENTALI G.M.

Il tradizionale appuntamento con le sezioni orientali della Giovane Montagna per la benedizione degli alpinisti e degli attrezzi, quest'anno è organizzato dalla sezione di Modena. Partiamo da Vicenza in sette, con destinazione Laghi la Torre in Località Torre Maina (MO) che è il punto di incontro stabilito per ritrovarsi con gli altri gruppi provenienti oltre che dalle città venete sede di Giovane Montagna anche da Milano, e Genova. Dopo i saluti di rito ai consoci, si parte verso le cascate del Bucamante, a dieci minuti da Maranello. Parcheggiamo presso la località Granarolo di Serra Mazzoni, poi il folto gruppo di partecipanti lentamente si incammina lungo i diversi sentieri che portano alle cascate. Dopo un quarto d’ora di passeggiata si incontrano le prime cascate e inevitabilmente anche lunghi tratti di fango. Chi ci accompagna ha puntualizzato precedentemente che qui il fango è una condizione inevitabile soprattutto dopo le forti piogge dei giorni precedenti. Assolutamente necessarie, quindi, le scarpe da trekking. Man mano che si procede, ci si ritrova completamente immersi nella natura in un dedalo di cascate davvero speciali che si susseguono e che formano gradevoli salti d'acqua. Ancora più piacevole è scoprire, accanto ai corsi d'acqua, punti di sosta per fermarci ogni tanto. Non a caso il luogo è frequentato anche da  famiglie con bambini piccoli che passeggiano in mezzo alla frescura del bosco per poi perdersi nei magici sentieri che portano alle cascate. II capogita, Prof. Claudio Gibertini, del gruppo GM di Modena, persona trascinante e coinvolgente, ci narra le origini del nome delle cascate del Bucamante. La leggenda, tanto bella quanto triste da non poter lasciare indifferenti, si rifà alla tragica storia del pastore Titiro e della nobile dama Odina. Lei, giovane, bellissima, bionda, era solita fare lunghe passeggiate per i boschi in compagnia della domestica. Fu in queste camminate che incontrò il giovane pastore Titiro, anch'egli bellissimo. I due si innamorarono per poi incontrarsi in segreto. Purtroppo la domestica raccontò tutto ai genitori di Odina che fecero rinchiudere la figlia nel castello. Odina però riuscì a scappare e raggiungere Titiro, ma la consapevolezza dell'impossibilità di una vita in comune  li portò a un triste epilogo. Si gettarono cosi dalle cascate del Bucamante in un tenero abbraccio che li avrebbe uniti per l'eternità. Ecco perché il nome della cascata è passato alla storia con la denominazione di Buca degli Amanti, e da  qui Bucamante (in dialetto Busamante). La passeggiata si conclude presso il borgo di Monfestino dove sono state imbandite delle tavolate, al riparo dal sole, per dare ristoro agli oltre 100 partecipanti. Il giardino che ci accoglie e il casale  attiguo appartengono al gruppo Alpini di Monfestino. L'atmosfera è piacevole, si fanno quattro chiacchiere con i vicini in attesa del pranzo e chi non si vede da molto tempo ha modo di ritrovare amicizie di vecchia data. Un brindisi comunitario e poi tutti ad assaporare le prelibatezze locali a base di gnocchi fritti,  crescentine e borlengh. Nel primo pomeriggio, per chi lo desidera, c'è la visita al Castello di Monfestino. E' un castello privato e non aperto al pubblico. Sorge su una rocca  ed è stato perfettamente ristrutturato e riportato al suo aspetto originale all'inizio del '900 dal famoso imprenditore modenese Fermo Corni, i cui eredi ne sono tuttora i proprietari. Nonostante la posizione scenografica e il panorama mozzafiato, c'è una vaga atmosfera di abbandono che l'attuale proprietaria, Sig.ra Simonetta Agazzotti, cerca abilmente di fugare raccontando curiosi aneddoti di famiglia  scavando nei suoi ricordi di bambina. La visita è comunque piacevole e gradita a tutti, quel luogo tranquillo e immerso nel verde merita di essere visitato per l'ambiente suggestivo che lo circonda. La S. Messa celebrata da Don Misley, parroco ultranovantenne, lucidissimo e di una simpatia disarmante, segna la conclusione di una giornata all'insegna  dell'amicizia, della solidarietà, della condivisione. (Lucia Savio)