Sezione di Vicenza



ESCURSIONISMO - TAMAZOL E
1/5/2019



MERCOLEDI’ 1 MAGGIO – ESCURSIONE SUL MONTE TAMAZOL

 Questa è la cronaca di una gita che poteva essere un totale fallimento ed invece è riuscita splendidamente anche grazie ad un pizzico di fortuna. L’itinerario era stato percorso l’anno scorso, ed era stato verificato per assicurarsi che il ciclone Vaia lì non avesse avuto effetti. Le previsioni per domenica erano pessime e quindi la data fu posticipata al 1° maggio e la scelta fu premiata da una giornata splendida, che è un record in questo periodo. Anche il timore di trovare un po’ di neve in posti scomodi fu fugato, il terreno era in ottime condizioni tranne una fase ad inizio percorso facilmente superabile. Ed eccoci al punto di ritrovo, una bella compagnia di 11 partecipanti. Il luogo di partenza dell’escursione ad anello è la località Pineta di Caldonazzo, che come dice il nome è il posto ideale per evitare che l’auto si trasformi in un forno. Abbiamo imboccato il sentiero della Valcarretta, un interessante tracciato che purtroppo da tempo non è più agibile causa frane, fino al Col delle Alberele. E’ qui che inizia il sentiero del Tamazol seguendo il ripido crinale, ma ciò non impensierisce il gruppo omogeneo che procede compatto con passo sicuro. Uno spiazzo per la sosta, rado di vegetazione, è l’occasione per qualche foto alla Vigolana ed al lago di Caldonazzo. Si continua nel bosco ma a tornanti con dolce pendenza. Usciamo dalla vegetazione e ci prepariamo per affrontare le roccette sommitali con la dovuta attenzione essendo questo tratto non difficile ma su terreno friabile e sull’orlo di una ripida scarpata. Dopo l’ultimo tratto attrezzato sbuchiamo fuori su questa bella terrazza che è il Tamazol: non è una cima quindi nessuna croce, solo una piccola radura con un caratteristico carpino cresciuto sul ciglio, quale posto migliore per stenderci e consumare il pranzo al sacco crogiolandosi al sole! Vinciamo poi la forza sovrumana che ci trattiene incollati al suolo: abbiocco, e saliamo brevemente a raccordarci con il bel sentiero della Pace di cui percorriamo un tratto. Questo percorso è stato solo recentemente attrezzato e reso agibile, anche troppo agibile, perché meta frequente di comitive di ciclisti in mountain-bike, indifferenti ai divieti più o meno noti. Non siamo i soli ad aver scelto questo itinerario, perché incontriamo altri gitanti che transitano in ogni verso possibile e immaginabile, tante sono le alternative. Il tracciato panoramico taglia quasi orizzontalmente il versante del Cimone da un crinale all’altro, con divertenti passaggi su ponticelli e scalette di legno, fino al belvedere chiamato Polsa del Vescovo. “Cosa significa Polsa?” è la domanda che mi vien posta e alla quale con gran rammarico non so rispondere e così mi intestardisco nella ricerca in rete e risalgo al significato che ha origine dialettale, e quindi la “polsa” non è altro che un luogo di pausa o di riposo che è proprio ciò che facemmo con gran soddisfazione. Proseguendo il sentiero inizia a scendere a tornanti e pian piano si trasforma in mulattiera che procede banalmente nel bosco. Sfruttando il ripido sentiero dei Piani nel tratto finale perdiamo rapidamente quota e torniamo al punto di partenza. Non siamo ancora alle auto che già ci guardiamo in torno ed adocchiamo un bel posticino per il consueto momento conviviale dove festeggiamo la riuscita della gita. Grazie a Barbara, Beppe, Federico, Franco, Giuliana, Lisa, Mariarosa,Nellina, Stefano, Valeria. (Franco Sonzogno)