Sezione di Padova



incontro intersezionale estivo - Tambre (BL) e monti dell`Alpago
dal 14/9/2018 al 16/9/2018



Giovane Montagna


Sezioni Padova e Venezia

 


Raduno Intersezionale Estivo-Monti dell’Alpago (BL)

 


A cura delle sezioni di Padova e Venezia

 


14/15/16 settembre 2018


Al Presidente Centrale


Ai Presidenti Sezionali


Ai Consiglieri del Consiglio di Presidenza


Al Direttore della Rivista


e, p.c. Al Segretario Generale


Venezia 5 mag 2018

 


Cari amici,


le sezioni di Padova e Venezia sono liete di invitarvi al Raduno Intersezionale Estivo 2018 e


di accogliervi con quei valori umani e cristiani che contradisinguono l’essere Giovane Montagna.


I presidenti, sezioni PD e VE


L’importanza degli incontri intersezionali


L’importanza degli incontri intersezionali che le sezioni di Padova e Venezia rivolgono alle


sezioni consorelle è duplice.


Il primo è di proporre e realizzare l’evento con il massimo impegno e competenza come


segno di servizio.


Il secondo è di offrire a tutti i soci della Giovane Montagna la possibilità di incontrarsi per


rafforzare i legami comuni di appartenenza e di reciproca conoscenza per un’amicizia forte


e duratura.


Non per ultimo il far conoscere un territorio di montagna interessante e contraddistinto con


la sua base storica, culturale e ambientale.

 


Notizie Generali

Monti dell'Alpago, da Farra D'Alpago - Belluno.


Alpago:


L'Alpago è una regione storico-geografica della provincia di Belluno meridionale,


corrispondente grossomodo ai territori dei comuni di Chies d'Alpago, Farra d'Alpago,


Pieve d'Alpago, Puos d'Alpago e Tambre (10.163 ab. nel 2007).


È caratterizzata dalla presenza del lago di Santa Croce, il più esteso del Veneto


interamente in territorio regionale (il Garda sarebbe il primo) e dalla Foresta del Cansiglio.


È unito alla provincia di Treviso, per la precisione al comune di Vittorio Veneto, tramite la


Sella di Fadalto.L'Alpago è sostanzialmente una conca che, circondata quasi completamente dalle prealpi


 


Bellunesi (qui dette Dolomiti d'Alpago), degrada sino al lago di Santa Croce e alla


Valbelluna.


I monti che circondano la conca sono, partendo da nord-ovest, il Dolada (1.939 m), il Col


Mat (1.980), il Col Nudo (2.472, la cima più alta di tutte le prealpi Venete), la Pala di


Castello (2.199), il monte Teverone (2.347), il Col Piero (2.000), il Crepon (2.110), il Crep


Nudo (2.207), il Venal (2.212), l'Antander (2.184), il Messer (2.231), il Castelat (2.203), il


Guslon (2.193), la Cima delle Vacche (2.057), il Cavallo (2.251), il Cimon della Palantina


(2.193), il Tremol (2.007), il monte Costa (1.316) e il Faverghera (1.610). Inoltre, a sud


confina con l'altopiano del Cansiglio.


Corso d'acqua principale è il torrente Tesa, principale immissario del lago di Santa Croce.


Dal punto di vista amministrativo, l'Alpago si trova all'estremità sudorientale della


provincia di Belluno, confinando con le provincie di Pordenone e Treviso.


Tambre d'Alpago,


E’ situato ai piedi del Monte Cavallo (2250 m), si estende in una zona di boschi e prati che


diradano dolcemente, a valle, verso il Lago di Santa Croce e, a monte, verso la Foresta del


Cansiglio.


Tambre è un piccolo centro che offre infinite emozioni ai suoi ospiti. Gli sportivi lo


apprezzeranno soprattutto perché è un punto di partenza eccezionale per molteplici itinerari


da fare a piedi, a cavallo o in bicicletta. La sua vicinanza al lago di santa Croce, dove è


possibile praticare windsurf, lo rende ottimo per gli amanti degli sport acquatici. E' possibile


apprezzare Tambre e tutto l'Alpago anche dall'alto, dal momento che il monte Dolada è un


trampolino di lancio molto frequentato da chi pratica parapendio. D'inverno poi, quando il


Cansiglio si copre di bianco, le piste della ski area offrono grandi emozioni soprattutto agli


amanti dello sci di fondo e dello sci alpinismo.


Tambre, tuttavia, non è solo sport, ma è anche cultura, storia e tradizione. E la storia inizia


circa un secolo prima di Cristo, quando uno sparuto numero di Cimbri, dopo essere stati


sconfitti dall'esercito romano riuscì a stanziarsi sulle montagne del Veneto, ed in particolare


in Cansiglio, dove oggi è possibile farsi un'idea di quella che è stata la storia e la cultura di


questa popolazione sia nel villaggio di Vallorch che presso il Museo Etnografico dei


Cimbri, a Pian Osteria.


Ma il Cansiglio, oltre che come "terra dei Cimbri", sotto il dominio della Serenissima


Repubblica di Venezia, era noto soprattutto come bosco da reme, vale a dire come bosco


dal quale ricavare il legname per costruire le imbarcazioni. Il legname tagliato sull'altopiano


arrivava a Venezia attraverso la via del legno, che si snodava dal bosco fino giù al Lago di


Santa Croce e da qui, attraverso il Canal del Rai fino a Cadola, sul Piave, da dove partivano


le zattere per la città lagunare.


Infine, prima di lasciare Tambre, vale la pena fare una visita all'originale Casa dei Libri, il


singolare edificio che il noto scultore Livio De Marchi, ha scolpito interamente. Si tratta di


una sorta di sogno trasformato in realtà in cui il libro è il protagonista. Le pareti esterne sono


composte da centinaia di libri scolpiti ed incastonati uno ad uno, la staccionata che la


circonda è una lunga fila di matite con la punta colorata, mentre il cancello è un paio di

occhiali sorretto da due penne stilografiche. Ed anche all'interno si ripete la magia della


 


favola con la stufa economica scolpita in legno, il caminetto sorretto da due libri di marmo e


la biancheria stesa ad asciugare in bagno, naturalmente sempre scolpita nel legno.


Il nostro Raduno Intersezionale estivo sarà vissuto in questo meraviglioso ambiente di


montagna (Prealpi Bellunesi) e gli itinerari escursionistici ed alpinistici si svolgeranno nel


sottogruppo del Monte Cavallo, il più frequentato dell’intero Gruppo Col Nudo-Cavallo


perché di notevole rilevanza alpinistica e le sue cime son note sin dagli albori


dell’alpinismo (si parla che la prima salita al Monte Cavallo risalga addiritura al 1726!).

 


Alloggeremo all’Hotel Ristorante All’Alba, via Tambruz 89, 32010 Tambre d’Alpago. Tel


0437 439700


Come si arriva:


In auto: ogni sezione deve arrivare a MESTRE (Venezia). Da qui autostrada A27, uscita per


l’Alpago - SS51 fino alla sella del Fadalto - strada panoramica del Lago di S. Croce fino a


Farra - SP18 fino a Tambre.


In treno: stazione ferroviaria di Belluno.


In autobus: linea autobus da Belluno Dolomitibus.


COSTI:


Per chi arriva al venerdì: 2 pensioni complete 135,00 €.


(Venerdì: cena e pernottamento – Sabato: colazione, cestino per il pranzo, cena e


pernottamento – Domenica: colazione e pranzo di commiato).


Per chi arriva al sabato: 1 pensione completa 75,00 €.


(Cena, pernottamento, colazione e pranzo di commiato),


Pasti: cena 17 €, pranzo di commiato 25 €.


L’hotel ristorante all’alba fornisce 95 posti suddivisi in camere doppie, triple e quadrupe.


che verranno equamente distribuite in base al numero dei partecipanti delle singole sezioni


e previo il versamento della caparra.


Caparra per la prenotazione è di 30,00€ a persona per chi arriva al venerdì e di 20 € per


chi arriva sabato. Ambedue da versare entro il 30 luglio. Entro il 30 agosto il saldo. Tutto


avviene attraverso bonifici. Non si ricevono quote all’arrivo.


Inviare le prenotazioni a Piasentini Tita (piasentini.tita@virgilio.it)


(cell. 338 3402268) indicando i nominativi e la copia dei bonifici.


Informazioni:


Tita Piasentini e Sergio Pasquati (s.pasquati@alice.it) (cell. 3356898118):


L’ IBAN della Giovane Montagna di Venezia: IT40O0306902117100000011329  - San Paolo


 


 


Venerdì 14 settembre 2018


Accoglienza: dalle ore 14.00


Cena: ore 19.30


Sabato 15 settembre 2018


Colazione: ore 7.00


Partenza per le escursioni: ore 7.45


Descrizione dei percorsi


Itinerari A


Tambre . Col Indes 1159 m - M.ga Pian delle Lastre 1270 m - Rifugio Semenza 2020 m -


Cima del M. Laste m 2247.


Punto di partenza: Col Indes 1159 m


Dislivello: m. 861 fino al rifugio - m1088 fino M. Laste.


Tempo medio di percorso: ore 5 circa per l’itinerario A, ore 6 per l’itinerario B.


Equipaggiamento: Normale da escursionismo (zaino, abbigliamento da montagna, scarponi).


Cartografia: Carta Tabacco 1:25.000 Fg. 012–Alpago - Cansiglio – Piancavallo- Val cellina.


Difficoltà: E


Descrizione di salita


L’escursione inizia da M.ga Pian delle Lastre (1270 m) che si raggiunge da Tambre,


passando per Col Indes, e dove è possibile parcheggiare l'auto o pullman. Qui si prende la


strada forestale che porta nell'ampio pascolo dove iniziano i sentieri 926 e 923 e appena


dopo aver oltrepassato lo steccato che delimita il pascolo, si sale per il sentiero 926 che


inizia alla nostra sinistra e continua, tagliando in pendenza, il prato in direzione della M.ga


Pradosan. Si supera la malga e dopo essere entrati nel bosco il sentiero continua a salire, con


alcuni tratti ripidi, fino a quando si comincia a vedere il fianco di Cima delle Vacche dove


spiccano i radi larici rinsecchiti e dove il panorama si apre verso la piana del Cansiglio,


l'Alpago e la Val Belluna. Da questo punto in poi il sentiero si fa meno ripido e permette di


vedere tutta la sottostante Val de Piera, esempio tipico di valle glaciale. Si prosegue


incrociando il segnavia 923 che sale dal fondo della valle e si raggiunge così il Rifugio


Semenza a quota 2020 m in circa 2 ore. In questo ultimo tratto, sotto lo sperone che diparte


dal M. Cornòr, si trova l'unico breve passaggio su roccia che richiede un po' di attenzione.


Dal rifugio si prosegue sino a forcella Laste dove si può vedere il vicino bivacco invernale


(tipo Fondazione Berti in lamiera) e poi, seguendo il sentiero 924, si sale velocemente, in


circa 30 minuti, alla Cima del M. Laste (2247 m). Da quassù, nonostante davanti a noi ci sia


Cima Manera (2251 m) che copre parte del panorama verso la pianura pordenonese, la vista

è amplissima sulle Dolomiti Bellunesi e Carniche fino alle Alpi Giulie e soprattutto su tutto


 


l'Alto Adriatico dalla Dalmazia alle lagune veneto-friulane.


Descrizione di discesa


Dalla cima si scende al Rifugio Semenza per la stessa via e poi, per tornare alla M.ga Pian


delle Lastre, si segue interamente il segnavia 923 che essendo stato tracciato nel 1891 dalla


sezione del CAI di Venezia è il più antico sentiero segnato di tutte le Prealpi Carniche.


Seguendo le indicazioni per il 923 si scende per il ripido versante su fastidiose ghiaie fino ad


incontrare il Sassòn de la Madonna: un grande masso roccioso che si è depositato sul


margine della parte alta della valle e sul quale è stata posta una piccola statua dedicata alla


Madonna. Si continua a scendere fino ad una piccola spianata dove vediamo alla nostra


destra la Baita degli Alpini (piccolo fabbricato in legno) e dove il nostro sentiero diventa ora


strada forestale. Procedendo quindi sempre in direzione Ovest si attraversa una magnifica


faggeta adulta, con esemplari di faggio di notevoli dimensioni, per poi arrivare al punto di


partenza in circa 2 ore dal Rifugio Semenza.


Itinerario B


Questo è omune con l’itinerario A fino alla Cima del M. Laste m 2247.


Descrizione di discesa.


Cimon del Cavallo m 2151- Cimon di Palantina m 2190 – Col Indes.


Difficoltà: EE


Di ritorno si percorre l’Alta via n° 7 sentiero n° 924. Per cresta rocciosa esposta, quanche


attrezzatura fissa, e attraverso la forcella Alta del Caval in risalita si perviene alla Cima del


Cavallo. Con facile arrampicata in discesa si percorre la cresta ovest del M. Cavallo e


attraverso le forcelle Sughet e Palentina si risale la cresta sud del Cimon di Palantina e si


raggiunge la cima omonima. Con una ripida discesa su balze erbose si raggiunge Casera


Palantina. Seguendo le indicazioni per il sentiero n° 923 si percorre la forestale fino a Col


Indes.


Tambre: Parrocchia dei santi Ermagora e Fortunato: sabato ore 18.00 Messa prefestiva


Domenica 16 settembre 2018


Da Pian Cansiglio al Villaggio Cimbro Vallòrch per la Strada del Taffarèl


Punto di partenza: Pian Cansiglio a destra l’Albergo S. Osvaldo.


Tempo di Dislivello 350 m ( Pian Cansiglio 1000 m – Pian Grande 1350 m )


Percorrenza: 3 ore (percorso ad anello).


Segnaletica sentieri Cansiglio R, F, S


Interesse prevalente: vegetazionale, paesaggistico, storico-etnografico.


Difficoltà: E


Come arrivare alla partenza da Tambre seguendo le indicazioni Cansiglio. Dopo la salita,


superata la località Pian Osteria si scende in Pian Cansiglio fino ad incontrare a destra


l’Albergo S. Osvaldo dove si parcheggiano le auto.


Cartografia: : Carta Tabacco 1:25.000 Fg. 012–Alpago-Cansiglio – Piancavallo- Val cellina


Il luogo. L’itinerario, con il suo ampio svolgimento, percorre quasi interamente il rilievo e il


relativo versante occidentale del Cansiglio. L’itinerario sfrutta le caratteristiche oroidrografiche


del territorio addentrandosi verso sud-ovest nel profondo vallone di Vallòrch,


l’unica vera, grande incisione erosiva di questo lato della conca.


Il villaggio di Vallòrch, storico insediamento delle popolazioni cimbre in Pian Cansiglio, in


parte ricostruito forse in modo discutibile, ma che costituisce, in ogni caso, una


testimonianza visibile di questa antica presenza.


Il Cansiglio è costituito da un altipiano leggermente ondulato caratterizzato da una vasta


depressione centrale (1000 m circa) contornata da cime non molto elevate , comprese tra i


1300 e i 1600 m. In epoche remote al posto dell’odierno Cansiglio si estendeva un mare


profondo che si spingeva verso il Bellunese; questo mare era separato dalla zona lagunare


friulana da un complesso di scogliera dove, grazie alle acque poco profonde e ben


ossigenate, prolificavano numerosi organismi. Le rocce del Cansiglio, tutte di natura


carbonatica, devono la loro origine in gran parte ai sedimenti marini accumulati, tra 135 e


65 milioni di anni fa, in ambiente subacqueo. Il Cansiglio interno si presenta come un’unità


distinta, anche se inscindibile dal resto del territorio. Le peculiarità della sua vegetazione


dipendono dalle condizioni climatiche fortemente caratterizzate dall’inversione termica.


Tale fenomeno influisce sulla vegetazione, anch’essa invertita. Il fondo della conca è così


occupato da prati e pascoli delimitati da una pecceta pura, seguita nelle zone più elevate da


un’ampia fascia a faggeta pura.


Monti dell’Alpago


Sottogruppo del Cavallo



Per ulteriori informazioni: Tita Piasentini e Sergio Pasquati